Scuola faunistica venatoria veneta - Piazza San Lorenzo - 31048 Rovare' di San Biagio di Callalta, TV - Tel. 360.466786

 

Animali

Gli uccelli acquatici, per praticità, sono stati divisi in due pagine:

su questa pagina ci sono quelli che non appartengono ai caradriformi.

 

Indice:

 

Uccelli acquatici e limicoli

 

Strolaghe (Ordine Gaviformes)

Strolaga mezzana

Strolaga minore

Strolaga maggiore

Strolaga beccogiallo

 

Svassi (Ordine Podicipediformes)

Svasso maggiore

Svasso collorosso

Svasso cornuto

Svasso piccolo

Tuffetto

Podilimbo

 

Procellariformi (Ordine Procellariformes)

Albatro dai sopraccigli neri

Albatro urlatore

Fulmaro

Berta minore

Berta minore fosca

Berta dell'Atlantico

Berta maggiore

Berta grigia

Uccello delle tempeste di Wilson

Uccello delle tempeste codaforcuta

Uccello delle tempeste

Uccello delle tempeste di Castro

Uccello delle tempeste fregata

Procellaria di Bulwer

Petrello soffice

 

Pellicani e affini (Ordine Pelicaniformes)

Sula

Pellicano bianco

Pellicano riccio

Cormorano

Marangone dal ciuffo

Marangone minore

 

Aironi, cicogne, ibis & C. (Ordine Ciconiiformes)

Tarabuso

Tarabuso americano

Tarabusino

Garzetta

Airone bianco maggiore

Sgarza ciuffetto

Airone guardabuoi

Airone cenerino

Airone rosso

Nitticora

Mignattaio

Ibis sacro

Ibis eremita

Cicogna bianca

Cicogna nera

Spatola

 

Fenicottero (Ordine Phoenicopteriformes)

 

Oche, anatre e cigni (Ordine Anseriformes)

Cigno reale

Cigno selvatico

Cigno minore

Oca del Canada

Oca colombaccio

Oca facciabianca

Oca collorosso

Oca selvatica

Oca lombardella

Oca lombardella minore

Oca granaiola

Oca zamperosee

Oca delle nevi

Oca indiana

 

Anatre di superficie

Germano reale

Canapiglia

Codone

Fischione

Fischione americano

Alzavola

Alzavola aliverdi

Marzaiola americana

Alzavola asiatica

Anatra falcata

Marzaiola

Mestolone

Anatra marmorizzata

Anatra mandarina

Volpoca

Casarca

Oca egiziana

 

Anatre tuffatrici

Fistione turco

Moretta grigia

Moretta

Moretta dal collare

Moriglione

Moretta tabaccata

Quattrocchi

Quattrocchi d'Islanda

Quattrocchi minore

Moretta arlecchino

Moretta codona

Orco marino

Orco marino dagli occhiali

Orchetto marino

Edredone

Edredone dagli occhiali

Re degli edredoni

Edredone di Steller

Smerghi

Smergo minore

Smergo maggiore

Pesciaiola

Gobbi

Gobbo rugginoso

Gobbo della Giamaica

 

Gru & C. (Ordine Gruiformes)

Quaglia tridattila

Gru

Gru siberiana

Damigella di Numidia

Otarda

Gallina prataiola

Ubara

Porciglione

Voltolino

Schiribilla grigiata

Schiribilla

Re di quaglie

Pollo sultano

Pollo sultano di Allen

Gallinella d'acqua

Folaga

Folaga crestata

 

Strolaghe

Le strolaghe appartengono all’ordine Gaviiformes, famiglia Gaviidae, sono adattate alla vita acquatica, hanno zampe robuste, molto arretrate, con piedi palmati. Durante il volo hanno la testa appena sotto la linea del corpo e danno colpi d'ala piuttosto veloci (niente volo planato). Volano alte per coprire lunghe distanze con altezze di 20-70 metri, al contrario degli svassi che sfiorano le onde. In acqua, si immergono con tuffi puliti ed eleganti. Nidificano al bordo dell'acqua (di solito 2 uova).

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Strolaga mezzana

La Strolaga mezzana (Gavia artica cm 65), nidifica in Nord Europa in laghi profondi, puliti e pescosi, raramente sulla costa. E’ un migratore che sverna sulle coste marine. In estate la gola ed il mento sono neri con vertice grigio chiaro, mentre  nel piumaggio invernale la schiena è grigio scuro; in acqua, spesso si nota una macchia bianca sul fianco, a lato della coda. Nel nuoto, il becco è tenuto orizzontale, è biconvesso come nella strolaga maggiore ma più sottile.  Vive in Scandinavia, Scozia, sverna nei grandi laghi e sulle coste del sud-est Europa. Nidifica nei laghi, o in piccole pozze, in terreni scoperti (tundra) o boscosi (taiga), ponendo il nido in prossimità dell'acqua. In una depressione del suolo sono ammucchiate sostanze vegetali e vengono deposte 2 uova, che rappresentano l'unica covata annuale. Le uova sono incubate da entrambi i sessi per 28/29 giorni. I nidiacei, nidifughi, sono allevati da entrambi i genitori e si recano in acqua. I pulcini volano a due mesi e sono già in grado di procurarsi il cibo da soli. Le strolaghe si nutrono solitamente in mare, compiendo lunghe immersioni sotto l'acqua, fino alla profondità di anche 20 metri, utilizzando le zampe palmate come propulsione. In queste lunghe immersioni catturano i piccoli pesci di cui si nutrono, oltre a crostacei e molluschi. 

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Strolaga minore

La Strolaga minore (Gavia stellata cm 57) nidifica in nord Europa e Scozia in laghetti, acque aperte, paludi e nella tundra. Compie lunghi spostamenti per pescare in grandi laghi o in mare. Sverna sulle coste del sud-est Europa. Durante il nuoto tiene spesso testa e becco (sottile e volto all'insù) diretti verso l'alto. In estate si riconosce anche per la gola rosso-bruna. Durante il volo è simile alla strolaga mezzana (sopra), ha zampe meno sporgenti, schiena più rotonda e collo più incurvato, colpi d'ala più svelti e ampi, ali più angolate. Il piumaggio invernale è più chiaro della Strolaga mezzana, con meno grigio dietro al collo e occhio circondato di bianco il dorso è cosparso di piccole macchie bianche e la parte emergente dei fianco è scura. Durante la riproduzione il maschio emette un forte richiamo ripetitivo e lamentoso. In volo produce un verso simile a quello delle oche.

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Strolaga maggiore

La Strolaga maggiore (Gavia immer cm 75, circa le dimensioni di un cormorano). Nidifica nei laghi islandesi, coste della Scandinavia e Mare del Nord, sverna soprattutto lungo le coste atlantiche, Canale della Manica e Irlanda. Taglia variabile di solito (ma non sempre) è ben più grande della strolaga mezzana con collo e becco più massicci. Gli immaturi e gli adulti in eclisse hanno, di norma, becco bianco-grigiastro (ma culmine e punta sempre scuri). Anche nel piumaggio nuziale gli adulti possono avere la parte esterna del becco biancastra (può vedersi in volo). Nel piumaggio invernale è simile alla strolaga mezzana, ma ha un anello perioculare bianco e vertice e nuca più scuri del dorso (nella mezzana è il contrario). Spesso è presente un largo semicollare scuro che attraversa il collo. Colpi d'ala calmi ed elastici, in volo, le zampe sporgono molto (dritte dietro). Nelle zone di nidificazione emette forti strilli. Il nido è posto di solito in una piccola isola, presso l'acqua o fra le canne. Nel primo caso si tratta di una depressione scarsamente imbottita, nel secondo di una larga piattaforma di sostanze vegetali. Depone una sola covata annuale di 2 uova (raro 1/3), incubate per 29/30 giorni da entrambe i sessi. I pulcini, che sono nidifughi, sono accuditi da entrambi i sessi, sono in grado di nutrirsi da soli all'età di 6 settimane e volano a 12 settimane. La strolaga minore si nutre di pesci, crostacei e molluschi (anche cefalopodi), catturati durante le immersioni subacquee che possono durare anche 40, 60 secondi. Per riuscire a prendere il volo tutte le strolaghe devono pedalare sull'acqua e prendere velocità.  

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Strolaga beccogiallo

La Strolaga beccogiallo (Gavia adamsii cm 80), nidifica nella Russia settentrionale e in Alaska. Sverna principalmente nelle acque norvegesi. E la strolaga più grande, anche se confrontata con la maggiore. Il becco un po' più grande, giallastro e all'insù, è inconfondibile. Il culmine negli adulti è assolutamente diritto, negli immaturi (e sempre nella strolaga maggiore) di solito è convesso. Mentre nuota tiene il becco puntato in alto come la Strolaga mezzana. Nel piumaggio estivo esibisce macchie bianche più grandi e rade che nella maggiore, in inverno e nel giovane i lati della testa hanno la parte pallida più estesa. Ha un sottile collare alla base dei collo. Il volo è pesante. Produce una breve risata isterica.

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Svassi

Gli svassi appartengono all’ordine Podicipediformes, famiglia Podicipedidae, sono subacquei provetti, più piccoli delle strolaghe e con le dita lobate. Hanno zampe corte, molto arretrate, e coda molto breve. Volo rapido, con la testa tenuta bassa. Si nutrono di pesci e insetti acquatici. Costruiscono nidi galleggianti con materiale vegetale. Covata di 2-7 uova.

 

Svasso maggiore

Lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus cm 50) pochi decenni fa era raro e perseguitato per via del soffice piumino, oggi, grazie anche alle cave di ghiaia, è più presente e nidificante comune, in laghi e fiumi con canneti. Nel resto dell'anno anche lungo le coste e su grandi laghi, spesso in piccoli gruppi. D'inverno perde i ciuffi auricolari e si può confondere con il collorosso (sotto). Curiosamente ingoiano una parte di piume e penne, probabilmente per aiutare lo stomaco a digerire le spine dei pesci. Presenta del bianco intorno all'occhio, ha collo più lungo e chiaro, becco rosa con culmine scuro. Spettacolare il corteggiamento frontale, inizialmente i due uccelli nuotano lontani, poi emettono sonori richiami e si fronteggiano galleggiando in posizione eretta (posizione del "pinguino"), con forte scuotimento del capo, a volte con alghe nel becco. Costruisce il nido con erba umida, fluttuante e ancorato al canneto o ai salici. Depone 3/6 (normalmente 4) uova bianche, a intervalli di 2/3 giorni, che si colorano velocemente e sono covate da entrambi i sessi per 25/29 giorni. I piccoli sono striati, precoci e seguono i genitori per nutrirsi ma restando dipendenti da essi almeno per 6 settimane (a volte 12). Spesso i pulcini sono caricati sul dorso di un genitore per ripararsi e per ricevere cibo.

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Svasso collorosso

Lo Svasso collorosso (Podiceps grisegena cm 45) nidifica in laghi e stagni paludosi, poco profondi e nascosti dalla vegetazione. Per la maggior parte del tempo sta tuffato. Sverna lungo le coste, solo occasionalmente nelle acque interne (su grandi laghi). Inconfondibile in estate, in inverno si distingue dal maggiore (sopra) per il collo più corto e grigio e il becco più corto, nero e con la base gialla. In volo sembra più esile, e la macchia bianca sulla spalla è nettamente separata dall'altra macchia presente sull'ala. Rumoroso in primavera, produce un richiamo simile allo stridio del Porciglione, ma ben più intenso. Emette anche grida modulate. Nidifica tra la vegetazione acquatica in un ammasso di stecchi, canne e altre piante acquatiche. Depone una sola covata di 4/5 uova (raro 2/7), che sono deposte ad intervallo di 2/3 giorni e covate da entrambi i sessi si schiudono dopo 22/25 giorni. I nidicoli sono nidifughi, sono allevati da ambo i sessi e diventano indipendenti a 8/10 settimane. Gli svassi collorosso si nutrono di piccoli pesci, rane e invertebrati (molluschi, insetti).  

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Svasso cornuto

Lo Svasso cornuto (Podiceps auritus cm 35) nidifica in Nord Europa, su laghi riparati, con estesi canneti. Lo Svasso cornuto passa e sverna su coste calme ed estuari, più raramente nell'entroterra. Il collo rossiccio da lontano può sembrare nero, ma le penne dei capo sono sempre distinguibili. In inverno si riconosce dallo svasso piccolo (sotto) perché ha collo e guance candidi, becco dritto e testa piatta. Durante la parata emette un trillo che ricorda un risolino, ma su toni nasali.

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Svasso piccolo

Lo Svasso piccolo (Podiceps nigricollis cm 31) nidifica in Europa centro-orientale e localmente più a sud e in Gran Bretagna, in acque non profonde, tranquille e nascoste dalle canne dove formano piccole colonie, anche in associazione a gabbiani e sterne. Nella stagione riproduttiva si nutrono sia d’insetti acquatici catturati in immersione e sia d’insetti volanti catturati in superficie grazie al becco leggermente arcuato all’insù. Nel periodo della migrazione e in inverno si trova su acque più aperte, anche estuari, raro in Italia. In estate sono tipici il collo stretto e nero, la fronte rialzata e i piccoli ciuffi auricolari. In abito invernale somiglia al cornuto (sopra), ma il collo e la faccia sono più grigi, il becco è sottile e all'insù, la fronte sfuggente, la testa appuntita. Il richiamo più frequente è un rauco fischio lamentoso.

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Tuffetto

Il nostro Tuffetto (Tachybaptus ruficollis cm 25) è frequente nei laghi con fitta vegetazione, si può vedere facilmente nei laghi dei parchi cittadini o nei fiumi che attraversano le città, ma si immerge spesso ed è particolarmente schivo nel periodo riproduttivo. Il suo corpo compatto e idrodinamico e le zampe estremamente arretrate e dotate di dita lobate per migliorarne la propulsione, sono tutti adattamenti che svelano la sua grande abilità nel nuoto subacqueo. Facile sentirne il trillo caratteristico, ci si gira, lo si vede un attimo ed egli scompare sott’acqua. Come gli altri svassi costruisce un nido galleggiante (comune in Italia) con erbe palustri ed è ancorato alle canne o alle tife che crescono presso riva. Da maggio depone due covate di 4/6 uova (raro 2/7), che inizialmente sono biancastre ma vanno scurendosi col procedere della cova, di cui si fanno carico sia il maschio che la femmina per 19/25 giorni. Se durante l'incubazione uno dei due partner deve lasciare momentaneamente il nido, ricopre le uova con ciuffi di vegetazione sia a  scopo mimetico e sia per mantenere la temperatura.

La livrea dei pulcini e dei giovani immaturi è scura, con striature fulve ed a volte sono trasportati sul dorso dai genitori. Sono accuditi da entrambi i sessi, diventano indipendenti a circa 6 settimane e volano a circa 7. Si ciba immergendosi frequentemente e principalmente con invertebrati acquatici, molluschi, crostacei, piccoli pesci e sostanze acquatiche. Inizia a migrare già a luglio, ma la vera migrazione si ha sul finire dell’estate. Alcuni esemplari svernano in Italia settentrionale altri, più comuni, nel sud e sulle coste.  Taglia piccola e piumaggio di colore uniforme, nero, con il collo rossastro in primavera, bruno grigiastro in inverno senza macchie bianche sulle ali.

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Podilimbo

Il Podilimbo (Podilymbus podiceps cm 35) è raro, errabondo, proveniente dal Nordamerica, ha il becco corto e spesso con la banda trasversale scura solo d'estate. In volo ha le ali completamente scure. La voce è una serie di forti latrati.   

 

Procellariformi

I procellariformi (Ordine Procellariiformes) hanno le narici tubolari esterne, da cui è eliminato il sale in eccesso. Pelagici, scendono su isole e coste solo per la riproduzione, sono coloniali. Si cibano di pesce, plancton, ecc. Hanno tutti becco che termina a uncino. L'abito è simile nei due sessi. Emettono richiami soltanto nelle zone riproduttive.

I Procellariformi che si possono vedere sulle acque europee appartengono alle seguenti famiglie:

ALBATRI (famiglia Diomedeidae) sono i più grandi uccelli volanti, con ali strette e becco possente. Provengono dall'emisfero australe e sono solo di comparsa accidentale in Europa. Ali grandissime e potenti, usate però di solito per veleggiare. Fanno covate di un solo uovo, non tutti gli anni.

FULMARI, BERTE E PETRELLI (famiglia Procellaniciae) sono grandi come gabbiani, con narici tubolari molto evidenti. I fumari sono simili a gabbiani sia nell'aspetto sia nell'alimentazione, ma vivono più al largo. Di solito nidificano sulle coste rocciose. Depongono un solo uovo. Le berte (famiglia Procellariidae) hanno ali lunghe e strette, coda stretta, becco lungo e sottile. Colpi d'ala rapidi seguiti da lunghe planate, a pelo d'acqua. Le ali, tipicamente rigide e leggermente rivolte all’indietro, sono tenute basse nel volo planato. Con vento forte veleggiano sulla cresta delle onde. Si nutrono di piccoli pesci e crostacei. Nelle zone di riproduzione hanno abitudini notturne. Un solo uovo. I petrelli (Famiglia Procellariidae) sono intermedi tra berte e uccelli delle tempeste, sono relativamente piccoli, e volano in modo simile alle prime. Rispetto alle berte hanno becco più corto e massiccio. Diverse specie sono spiccatamente notturne e pelagiche.

UCCELLI DELLE TEMPESTE (famiglia Hydrobatidae) sono poco più grandi delle rondini, con becco corto e zampe prominenti, si nutrono di minuscoli pesci, gamberetti e organismi planctonici . Sfarfallano sopra le onde dando l'impressione di camminare sull'acqua con i piedi palmati. Hanno becco forte e curvato a uncino, le narici tubolari si vedono solo a breve distanza. Un solo uovo.

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Albatro dai sopraccigli neri 

L’Albatro dai sopraccigli neri (Diomedea melanophris cm 80-95 x 213-246) è molto raro ma anche il più frequente in Europa, di solito nei mesi estivi. Vengono avvistati singoli individui in Scozia e nelle Isole Faeroe, con le sule. Simile all'Albatro beccogiallo e all'Albatro testagrigia, ancora più rari, si distingue da quest'ultimi per il becco interamente giallo, la striscia scura che attraversa l'occhio e il margine scuro dell'ala, nella parte inferiore, molto largo davanti. Gli immaturi hanno vertice e collo grigi e becco scuro.

 

Albatro urlatore

L’Albatro urlatore (Diomedea exulans cm 110-135 x 275-345) è enorme, visitatore rarissimo delle acque europee sud-occidentali. Ha un caratteristico becco pallido, l'immaturo è bruno scuro con testa, collo e addome bianchi, come la parte inferiore delle ali. Il piumaggio da adulto, con tutte le copritrici alari superiori bianche, viene raggiunto solo dopo alcuni anni. Vola benissimo: è infatti in grado di seguire una nave per giorni e giorni, anche con il mare in tempesta. Nidifica, talvolta solitario, in nidi sul terreno costituiti da cumuli di sostanze vegetali. Depone un solo uovo incubato a turno da entrambi i sessi per 70/80 giorni. Il nidiaceo è accudito da ambo i sessi finché non è in grado di difendersi da solo (circa 5 settimane). Il primo volo avviene a 9/10 mesi di vita. a causa del lungo periodo necessario per accudire il piccolo, gli albatri si riproducono ogni due anni. Il cerimoniale per il corteggiamento è elaborato: coda aperta a ventaglio, ali distese, capo e collo distesi e becco nascosto tra le scapolari, mentre emette strani suoni. Alle cerimonie di corteggiamento possono partecipare fino a 8 maschi. 

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Fulmaro

Il Fulmaro (Fulmarus glacialis cm 45 x 105) ha l'aspetto di un gabbiano ma ne differisce per il comportamento e le proporzioni: veleggia come un albatro in miniatura, con planate ad ali rigide appena sopra le creste delle onde o di fronte alle rocce, anche i colpi d'ala sono rigidi. Nuotando rimane piuttosto sollevato sull'acqua, e si invola con un salto. Testa e collo sono massicci, coda corta, becco corto e grosso. Il becco è giallo e blu, costituito da placche ossee e sormontate da narici esterne tubolari, la cui funzione è quella di espellere il sale in eccesso che gli uccelli assumono mentre si cibano e si dissetano in mare. Il colore delle parti superiori è grigio, con macchie chiare sulle ali, le parti inferiori sono bianche (fase chiara) o grigio pallide. Non ha il margine alare bianco tipico dei gabbiani. Silenzioso, può produrre come dei chioccii al nido o negli stormi in cerca di cibo (talvolta migliaia di esemplari). Frequenta i litorali rocciosi e le scogliere a strapiombo sul mare dove si trova in colonie di migliaia d'individui. Durante il corteggiamento la coppia si fronteggia allungando il collo e facendo dondolare la testa col becco aperto per emettere versi gutturali. Nella fase riproduttiva reagisce alle aggressioni rigettando dallo stomaco, sugli intrusi al nido, una secrezione fetida e oleosa. Depone una sola covata, costituita da un solo uovo (raro 2) che è incubato per 55/57 giorni da entrambi i genitori. I giovani possono difendersi lanciando una sostanza fetida come i genitori e lasciano il nido a 7 settimane circa. Il Fulmaro si ciba di molluschi, crostacei, pesci, rifiuti e carcasse di animali marini. Segue le navi per approfittare degli scarti di pesce.

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Berta minore

La Berta minore (Puffinus puffinus cm 35 x 80) è la più comune e diffusa delle berte europee, è nata per vivere in mare, si ferma a terra solo per nidificare e di notte. Il netto contrasto tra parti superiori scure e inferiori chiare la distingue dalle specie più grandi (da lontano sembra bianca e nera). La razza mauretanicus, presente nel Mediterraneo occidentale, ha un contrasto meno evidente. La razza yelkouan del Mediterraneo orientale ha dorso nero-brunastro e parti inferiori bianco sporco. Il volo è rapido, con frequenti cambi di inclinazione e compie vagabondaggi in inverno, dall'Atlantico centrale a quello meridionale. Non segue le navi, ma forma grossi stormi al largo. Emette lunghe sequenze di richiami rauchi, con ritmo nervoso, dalle cavità dei profondi nidi. Grossi gruppi nidificano nelle isole a ovest della Gran Bretagna e nel Mediterraneo, in colonie lungo la costa, in cavità del terreno scavate da entrambi i genitori, tra la terra e le rocce nei pendii erbosi. Si arrampica sui pendii in modo goffo usando il becco, le zampe e le ali, rendendosi vulnerabile ai gabbiani per raggiungere il nido che riesce a ritrovare, tra centinaia, anche di notte. Depone una sola covata, a maggio, di un solo uovo bianco che è incubato da ambo i sessi per 52/54 giorni. Il nidiaceo è nidicolo, accudito da entrambi i genitori, per un periodo di 59/62 giorni, dopodiché rimane nel nido/tana per altre 2 settimane circa prima di avventurarsi fuori.

L'orientamento: nel 1952 una berta minore fu trasportata a 5000 km dal luogo di cattura e liberata; tornò al nido dopo 12 giorni.

 

Berta minore fosca 

La Berta minore fosca (Puffinus assimilis cm 28 x 63) è rara visitatrice primaverile delle coste europee, a sud della Danimarca. Due razze: baroli (Canarie, Madera) più chiara ai lati della testa, intorno all'occhio e alla base della parte inferiore delle primarie, e con le copritrici centrali dei sottocoda bianche (difficili da vedere); boydi (isole di Capo Verde), con lati della testa, primarie e copritrici dei sottocoda scuri. Somiglia molto alla berta minore (sopra), ma è più piccola e ha becco più esile. Vola molto veloce, con battute frequenti e nervose, interrotte da planate più brevi della baroli.

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Berta dell'Atlantico 

La Berta dell'Atlantico (Puffinus gravis cm 48 x 115) è grande, nidifica da novembre ad aprile sulle Isole Tristan da Cunha. Compie una migrazione circolare che la porta nella parte nord-orientale dell'Atlantico in settembre-ottobre. Caratteristici sono la testa nera e il bianco alla base della coda. Si distingue dalla berta maggiore (sotto) per il forte contrasto tra la testa nera e le gote bianche, oltre che per una sottile banda pallida che attraversa la nuca e per l'addome scuro (difficile da vedere). Presente una piccola banda scura sotto l'ala.

 

Berta maggiore

La Berta maggiore (Calonectris diomedea cm 50 x 118) nidifica nelle isole mediterranee, e da agosto a novembre è presente anche nel Nord Atlantico. Alcuni individui presentano una sottile fascia chiara al termine delle copritrici del sopraccoda, come la berta dell'Atlantico (sopra), ma non ha mai il cappuccio nero e la striscia chiara sulla nuca, così come non c'è alcun segno sotto l'ala (a parte il sottile bordo scuro). Il volo è lento e ricorda di più gli albatri che non le altre berte: di solito 3-4 lente battute e poi una planata di 6-7 secondi, con le punte delle ali tenute leggermente sotto la linea del corpo e visibilmente angolate all'indietro. E' l'unica specie a volare alta. Talvolta segue navi o gruppi di cetacei. Nidifica in colonie tra i ciottoli e gli anfratti delle rocce. Costruisce un nido rozzo con rametti secchi e vegetazione acquatica dove depone un solo uovo bianco che viene incubato per 52/55 giorni da ambo i sessi. Il piccolo rimane nel nido per almeno 4/5 mesi. Emette dei singolari miagolii notturni. Si nutre d'invertebrati marini, uova di pesce e sostanze vegetali.

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Berta grigia 

La Berta grigia (Puffinus griseus cm 45 x 105) nidifica in isole dell’emisfero australe che raggiunge da ottobre a novembre. Presente nell'Atlantico da luglio a febbraio, più di frequente tra agosto e novembre (anche tutto l'anno nel Mare del Nord). E' la più legata alle acque costiere e si può vedere, quando i venti sono molto intensi, descrivere ampi cerchi nel cielo. Facilmente riconoscibile dal piumaggio uniformemente grigio-bruno, con una banda chiara poco evidente sotto l'ala (da lontano appare completamente scura). Colpi d'ala più veloci che nella Berta dell'Atlantico, alla quale si unisce spesso. Ali lunghe e più appuntite che nella Berta minore e che in volo sono tenute più all'indietro che nelle altre specie (se si avvicina alla costa si possono notare le bande inferiori chiare). Ha il becco piuttosto lungo e sottile, simile ai fulmari a cui è imparentata. Segue le navi solo eccezionalmente e forma stormi, spesso di piccoli gruppi, ma anche di migliaia d'individui insieme con le berte minori. Spesso si tuffa per alimentarsi.

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Uccello delle tempeste di Wilson

L’Uccello delle tempeste di Wilson (Oceanites oceanicus cm 18 x 40) è regolare sull'Atlantico, al largo, specialmente da agosto a dicembre (durante la migrazione di ritorno a sud). Piumaggio marrone scuro, con groppone bianco, come i fianchi e le copritrici del sottocoda, Poco evidenti le bande alari chiare. Zampe lunghe, giallognole (da vicino). Quando si nutre, "danza" con le ali sollevate, scalpicciando la superficie dell'acqua. Le ali sono abbastanza arrotondate e non sono curvate all'indietro. Si distingue dall'Uccello delle tempeste (sotto) per l'assenza di nette bande bianche sotto l'ala. Spesso segue le navi in stormi bassi.

 

Uccello delle tempeste codaforcuta

L’Uccello delle tempeste codaforcuta (Oceanodroma leucorhoa cm 22 x 48) è scuro, con evidente groppone bianco e bande grigio chiaro sulla faccia superiore delle ali. Coda forcuta e zampe scure, con un accenno di striscia grigia attraversa il bianco del groppone. Il volo è veloce, a scatti, con battute profonde, improvvisi balzi e planate. Le ali lunghe e appuntite sono spesso tenute raccolte, curvate all'indietro all'altezza dei carpo. Zampetta di rado sull'acqua. Becco più robusto che nell'uccello delle tempeste. Non segue le navi.    

 

Uccello delle tempeste 

L’Uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus cm 15 x 37) è piccolo e comune. Occasionalmente in stormi di eccezionali dimensioni dopo le tempeste autunnali, quando lo si può incontrare anche nell'entroterra. Le ali sono smussate e solitamente tenute tese. E' più scuro dei codaforcuta, ha solo tracce delle bande alari superiori, mentre presenta un'evidente banda bianca sotto l'ala. Il groppone è bianco e la coda è quadrata. Vola come un pipistrello, senza fare planate. Segue le navi.

 

Uccello delle tempeste di Castro 

L’Uccello delle tempeste di Castro (Oceanodroma castro cm 20 x 45) è un raro visitatore dalle isole dell'Atlantico. E' simile alle altre specie del gruppo, ha però le zampe scure e il groppone interamente bianco. Vola in modo simile a una berta e non segue le navi.

 

Uccello delle tempeste fregata

L’Uccello delle tempeste fregata (Pelagodroma marina cm 20 x 42) è rarissimo, proveniente dalle isole dell'Atlantico. Ha la coda corta e le zampe lunghe, con i piedi chiari. Chiare anche la faccia e le parti inferiori. Somiglia a un falaropo in abito invernale, ma non compare in stormi. Non segue le navi.

 

Procellaria di Bulwer

La Procellaria di Bulwer (Rulweria bulwerii cm 28 x 70) e rarissima accidentale sulle coste nord-occidentali e nel Mediterraneo, proveniente dalle isole atlantiche (comprese Madera e Canarie). Ha il piumaggio uniformemente scuro (anche il groppone), con una barra chiara in corrispondenza delle secondarie. Ha la coda lunga a forma di cuneo e le zampe corte e rosate.        

 

Petrello soffice

Il Petrello soffice (Pterodroma mollis cm 35 x 88) è un rarissimo visitatore dai quartieri di riproduzione atlantici (Madera). Grande come una Berta minore, da cui si distingue subito per il sottoala scuro, la fronte bianca e una banda quasi chiusa intorno alla gola.

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Pellicani & C.

Pellicani e simili appartengono all'ordine Pelecaniformes, sono grandi uccelli acquatici che si nutrono di pesci che sono catturati con le quattro dita interamente racchiuse in un'unica membrana (piede pinnato). Per la maggior parte nidificano in grandi colonie e sono silenziosi tranne che nel periodo riproduttivo.

SULE (famiglia Sulidae), sono rappresentate in Europa da una sola specie che si tuffa verticalmente per pescare, come fosse una gigantesca sterna. 

PELLICANI (famiglia Pelecanidae), hanno becchi enormi con cui raccolgono il pesce dall'acqua, guidandolo mentre nuotano in file di più individui.

CORMORANI e MARANGONI (famiglia Phaiacrocoracidae), s'immergono dalla superficie e nuotano sott'acqua. Stanno spesso appollaiati su alberi galleggianti o rocce, con le ali aperte, per asciugare le penne.

 

Sula

La Sula (Sula bassana cm 92 x 175) è maestosa, imponente, scintillante col suo ciuffo dorato, è il più grande uccello dell'Atlantico del Nord, ha un'apertura lare che può raggiungere i 2 metri. Sverna in mare aperto, occasionalmente è spinta sulle coste o nell'entroterra dalle tempeste del periodo autunno-inverno. Ali e coda lunghe e appuntite. Adulti con testa giallastra, punta delle ali nera e corpo bianco, immaturi bruni e macchiettati; l'abito da adulto viene raggiunto dopo 4-5 anni. Con il secondo autunno testa, addome e margine anteriore delle ali si schiariscono nel terzo autunno compaiono alcune secondarie bianche e il giallo sulla parte superiore della testa. Nell'anno successivo restano ben poche remiganti e timoniere scure. Si tuffa sui pesci da altezze di circa 40m, immergendosi completamente, con le ali chiuse all'indietro. Quando migra, vola sul pelo dell'acqua, spesso in formazioni lineari. I colpi d'ala sono forti e regolari, con planate brevi. Con tempo perturbato vola in modo più simile a una berta, ed è quindi possibile confondere i giovani per esempio con la maggiore. Durante il corteggiamento i due partners si fronteggiano, ondeggiando le ali aperte con la coda rivolta verso il basso e agitando la testa. Nidifica in grandi colonie (anche migliaia) su scogliere inaccessibili, soprattutto sulle isole delle coste atlantiche, anche assieme ad altri uccelli marini. Depone un solo uovo (molto raro 2) che è incubato da entrambi i sessi per 43/45 giorni, il pulcino è nutrito dai due genitori con cibo rigurgitato e va in mare dopo 13/14 settimane. La Sula si nutre di pesce.

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Pellicano bianco

Il Pellicano bianco (Pelecanus onocrotalus cm 140-175 x 270-330, su alcuni testi è riportato il nome di pellicano comune), è una specie rara, in diminuzione, probabilmente in tutta Europa ne restano poche migliaia di coppie. Nelle paludi e negli stagni dell'Europa orientale in estate, sverna anche lungo le coste, in baie riparate e nei delta fluviali. Molto simile all'altra specie europea, ha però remiganti nere e copritrici bianche (pressappoco come la Cicogna bianca), visibilissime in volo da sotto. Gli immaturi di entrambe le specie sono grigio-brune sopra e color bianco sporco nelle parti inferiori. li giovane Pellicano bianco è più scuro sopra, e la tasca buccale è già un po' gialla, le penne della fronte terminano in una punta sopra l'attaccatura dei becco. I piedi sono carnicini. Galleggia come se fosse appena posato sull'acqua. Vola dritto, con pochi, calmi colpi d'ala interrotti da planate, generalmente in formazioni lineari (questo permette di distinguerli dalle cicogne quando sono in  migrazione ad alta quota). Nidifica in colonie, in grossi nidi fatti di rami e stecchi. Depone due uova (raro 3, molto raro 4/5) che sono incubate da ambo i sessi per 29/30 giorni. I nidiacei sono indipendenti a circa 10 settimane di età. Il pellicano si nutre principalmente di pesce che cattura collettivamente coinvolgendo vari elementi della colonia. Non disdegna piccoli uccelli e rifiuti.

 

Pellicano riccio

Il Pellicano riccio (Pelecanus crispus cm 160-180 x 310-345) è raro, nidifica in paludi e laghi dell'Europa orientale, dove restano probabilmente meno di 250 coppie. Sverna anche su coste riparate. Riconoscibile dal pellicano bianco (sopra) per la parte inferiore dell'ala uniformemente grigio chiaro, come il resto dei corpo. Remiganti primarie marrone scuro. Gli occhi sono giallo chiaro (non rossi), e le penne della nuca sono arricciate. Gli immaturi sono più chiari che nel Pellicano bianco, hanno la tasca buccale leggermente rosata e zampe grigio-piombo. Le penne frontali terminano sul becco con una linea piuttosto larga. Anch'esso gregario, nuota e vola come il Pellicano bianco.

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Cormorano

Il Cormorano (Phalacrocorax carbo cm 90 x 145) è comune, nidifica in colonie. La razza carbo si riproduce lungo le coste del Nord Atlantico fino alla penisola di Kola, su isole rocciose e ripide scogliere (eccezionalmente su alberi). La razza sinensis è rara nidificante nell'Europa centrale e meridionale (incluse Olanda, Danimarca e Svezia), in boschetti vicini ad acque interne, spesso in compagnia di aironi. In Gran Bretagna la razza carbo è presente sia sulle coste sia nell'interno, ma evita le scogliere più selvagge ed esposte. Grande e scuro, in primavera è bianco sulla gola e sulle guance, e ha una macchia bianca sulle cosce, oltre che alcune penne bianche sparse sulla parte posteriore della testa. In primavera, il sinensis ha testa e collo quasi completamente bianchi. In autunno e inverno è pressoché interamente nero tranne per la presenza di un po' di bianco sulla gola. Giovani e immaturi sono bruno-nerastri, tranne la gola bianchiccia (nei giovani della forma atlantica talvolta marrone), e addome chiaro. Gli individui completamente scuri possono essere difficili da distinguere dal marangone dal ciuffo ma il becco è più robusto, la testa più pesante, più appiattita e forma un angolo più netto con la nuca. Nuota quasi immerso, con il collo eretto e la testa inclinata (immagine allungata e bassa) ed è facile vederlo su grandi fiumi. Si tuffa con piccoli salti o scivolate per catturare il pesce, i crostacei (anche sostanze vegetali) di cui si nutre. Resta posato, anche in gruppi, su spiagge o posatoi diversi, ben eretto, spesso con le ali aperte per asciugare il piumaggio al sole. Il ritmo dei colpi d'ala in volo ricorda le oche, e può essere interrotto da brevi planate. Vola di solito ad alcuni metri dalla superficie. Nei grandi stormi la formazione appare una fila o una formazione a "V" serpeggiante. Sull'entroterra vola a grandi altezze. Il nido è una rozza piattaforma di stecchi e vari vegetali, oppure un'enorme pila d'arbusti, ed il cormorano lo costruisce su ampi scogli o su alberi. Vi depone 3/4 uova (raro anche fino a 6) che sono incubate da ambo i sessi e si schiudono dopo 28/29 giorni. I pulcini sono nidicoli, aprono gli occhi a 4/5 giorni, sono allevati  accuditi dai genitori e  volano dopo circa 50/60 giorni ma occorrono altri 12 settimane perché siano indipendenti. Al nido emette profondi suoni gutturali, altrimenti rimane silenzioso. I dormitori sono facilmente riconoscibili dal guano depositato a terra e sui rami. I cormorani hanno 4 dita palmate, le anatre ne hanno 3.

(foto in alto a destra: forma continentale)

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Marangone dal ciuffo

Il Marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis cm 70 x 100, in alcuni testi chiamato erroneamente cormorano dal ciuffo) nidifica in colonie sulle coste rocciose, in condizioni anche molto difficili. Utilizza raramente posatoi diversi dalle scogliere. Gli adulti sono nero-verdastri, con base del becco di un giallo vivido. Nella stagione riproduttiva ha una piccola cresta mentre d'inverno è simile al cormorano, ma ha collo più sottile, testa più piccola e rotonda con fronte più sfuggente e becco più sottile. I giovani sono uniformemente bruno scuro (anche l'addome), con la gola biancastra; nella razza desmarestii (Mediterraneo e Mar Nero) sono più chiari nelle parti inferiori. Le copritrici alari dei giovani, specie nel secondo anno, hanno margine pallido, così da formare una banda alare chiara ben visibile in volo (assente nel cormorano). Ha colpi d'aia nettamente più frequenti del cormorano e il collo, più sottile, è tenuto teso in avanti (non leggermente piegato), cosicché la testa guarda in alto e la gola è un po' sporgente. Vola spesso vicino all'acqua.   

 

Marangone minore

Il Marangone minore (Phalacrocorax pygmeus cm 50 x 85) nidifica in colonie localmente nell'Europa sud-orientale, in boschetti circondati da canneti, vicino a laghi e fiumi, spesso insieme ad Ardeidi. Pesca anche in ruscelli e stagni fuori dalle zone paludose. Riconoscibile dagli altri cormorani per le dimensioni e per le diverse proporzioni della testa e dei becco (più ridotti) e della coda (più pronunciata). In abito nuziale testa e collo di colore marrone e corpo nero con sfumature verdastre, entrambi i sessi hanno piccole penne bianche che danno l'impressione di macchioline. In seguito le macchie scompaiono e la gola diventa biancastra. I giovani sono di colore marrone scuro con gola e parte dei collo bianchi. Nuota quasi immerso e si mette ad ali aperte come i congeneri, posato anche su canne o rami sottili. Batte le ali come un edredone, intercalando planate, da lontano è possibile confonderlo con il mignattaio

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Aironi, cicogne, ibis & C.

I ciconiiformi (ordine Ciconiiformes) sono trampolieri, hanno zampe, collo e becco lunghi. La maggior parte si nutre di piccoli animali catturati nelle acque basse. Nella stagione riproduttiva alcuni presentano caratteristiche penne lunghe (aigrettes). Ali larghe e arrotondate, coda corta. Covate di 2-6 uova, aironi e specie affini sono divisi nelle seguenti famiglie:

AIRONI E TARABUSI (famiglia Ardeidae), hanno il becco dritto e un volo lento con il collo piegato indietro. Per la maggior parte sono coloniali, e alcuni sono notturni. La voce è rauca e smorzata. 

CICOGNE (famiglia Ciconiidae), hanno il becco dritto, volo con collo disteso e colpi d'ala lenti e possenti, piumaggio bianco e nero. A volte veleggiano.

IBIS E SPATOLE (famiglia Threskiornithidae), hanno il becco sottile e curvo o piatto e a forma di spatola. Battito abbastanza veloce con collo disteso.

 

Tarabuso

Il Tarabuso (Botaurus stellaris cm 75 x 130) è un misterioso abitante dei canneti, difficile da avvistare perché se avverte pericolo allunga il collo in posizione retta e rimane assolutamente immobile stando tra le canne, col becco rivolto all'insù e ondeggiando leggermente come fanno le canne, in questo modo, aiutato dalla colorazione del piumaggio, diventa "invisibile" anche da pochi metri di distanza. Solo gli occhi rivolti verso l'intruso, e che si muovono per controllarne i movimenti possono tradirne le presenza. Nidifica a coppie isolate in canneti estesi. E' poligamo, un maschio può avere tra le canne diverse femmine (anche cinque), è parzialmente diurno, ma molto schivo. Anziché spostarsi sul fondo della palude, preferisce spostarsi arrampicato alle canne che afferra a mazzi con le zampe. Più facile da vedere la mattina presto in estate, quando si sposta avanti e indietro dalle zone di pesca. Vola con il collo ritirato, ma le battute non sono lente e pesanti come quelle dell'Airone cenerino, bensì rapide e regolari come nelle specie più piccole della famiglia. Questo modo di volare, assieme al piumaggio bruno chiazzato e alla sagoma goffa, lo rendono confondibile col gufo (in condizioni di luce scarsa), oppure con immaturi di Nitticora, che sono però più piccoli, grigi e macchiettati di bianco anziché giallastri.

Il Tarabuso inizia l'attività riproduttiva molto presto, e il tipico richiamo notturno rimbombante del maschio risuona fino al mese di giugno (è come un soffio in una bottiglia vuota), che giunge a una distanza di 5 km. E più attivo e rumoroso all'alba e al tramonto e in autunno emette anche un aspro richiamo di volo, che da vicino ricorda un grande gabbiano, da lontano una volpe che abbaia. Nel corso degli ultimi decenni è registrato in calo forse causato dalle siccità prolungate nei quartieri di svernamento nel Sahel.

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Tarabuso americano

Il Tarabuso americano (Botaurus lentiginosus cm 68 x 115) arriva occasionalmente nell'Europa occidentale dell'ovest, in autunno. Più piccolo dei tarabuso, ha vertice bruno-rossiccio e lunghi mustacchi neri. In volo sono evidenti le remiganti scure. Frequenta densi canneti come il tarabuso, ma è più diurno e vola più spesso.

 

Tarabusino

Il Tarabusino (Ixobrychus minutus cm 35 x 55) è schivo e diffidente, diffuso in Europa centrale e meridionale, alcuni individui in primavera si spingono regolarmente più a nord. Vive in mezzo alla fitta vegetazione di paludi e argini preferibilmente ricchi di canneti, dove nidifica in coppie isolate. Di facile identificazione, per le dimensioni e il colore. In volo è chiarissimo il contrasto tra le grandi macchie alari e il resto dell'ala, nera. Il contrasto è maggiore nel maschio, che ha dorso nero e macchie bianche e camoscio. La femmina presenta striature sul dorso, macchie alari più sporche e petto maggiormente striato. Gli immaturi sono chiazzati di marrone come tarabusi (sopra), ma presentano già le macchie alari.

Il Tarabusino si mimetizza immobilizzandosi. Per sfuggire i pericoli corre invece di volare. In volo ha veloci colpi d'ala e lunghe planate (come una ghiandaia). Compie spesso brevi voli appena sopra alle canne.

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Garzetta

La Garzetta (Egretta garzetta cm 60 x 92) nidifica in colonie nelle paludi, nei delta fluviali e nelle pianure inondate, sempre su alberi. In primavera oltrepassa regolarmente verso nord i quartieri riproduttivi. In autunno e in inverno la si può incontrare facilmente in tutte le acque basse, si è adattata a frequentare fossi e canali, non solo in campagna ma anche alla periferia delle zone urbanizzate. Molto frequente in paludi salmastre. Altamente gregaria, si vede anche vicino ad aironi bianchi o cenerini. Nidifica in colonie miste ad altre specie di aironi. La lunga cresta e le scapolari allungate sono tipiche solo dell'abito estivo, la cresta deriva da due piume del capo e verso la metà del XIX sec. il commercio su vasta scala di queste piume causò un vasto declino di questi uccelli. Caratteristici i piedi gialli in contrasto con le zampe nere. Becco nero (l'accidentale africana Egretta gularis ha becco più robusto, tendente al marrone o al giallo fuori dalla stagione riproduttiva). In volo rammenta un corvide. E' diversa da Sgarza ciuffetto (solitaria) e Airone guardabuoi (che segue le mietitrebbie del frumento) per la sagoma e il comportamento, più simili a quelli dei veri aironi. L'Airone bianco maggiore (sotto) è più grande, ha zampe e becco di colori differenti e vola con le zampe più sporgenti e con colpi d'ala più composti. L'Airone guardabuoi (sotto) è più compatto e in proporzione ha ali più corte. Cattura le prede ferma nell'acqua, o avanzando furtivamente. Ha un richiamo gorgogliato, tipo "rana".

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Airone bianco

L'Airone bianco maggiore (Egretta alba cm 90 x 150) meno comune della garzetta, nidificante nei canneti di paludi, delta e lagune del sud-est europeo (ha nidificato in Olanda). Fuori dal periodo riproduttivo si può incontrare l'Airone bianco anche in altre acque poco profonde, anche in fossi e canali, ma solo in campagna aperta. Ha le dimensioni di un cenerino con un caratteristico sopracciglio verdastro. Il becco è giallo soltanto alla base nel momento della riproduzione, interamente nel resto dell'anno. Oltre alle dimensioni, lo distinguono dalla Garzetta anche i piedi scuri e in primavera le tibie rossastre o giallo-brune (altrimenti scure). In volo le zampe sporgono dalla coda più che nella garzetta (sopra), e i colpi d'ala lenti ricordano piuttosto l'airone cenerino (sotto).

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Sgarza ciuffetto

La Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides cm 45 x 87) frequenta localmente zone umide dell'Europa meridionale, nidifica tra le canne o sugli alberi, di solito in colonie di altri ardeidi di piccole dimensioni. Corpo e collo di color camoscio, in contrasto con il bianco candido delle ali e della coda. Da posata sembra quasi completamente ocracea, mentre rivela tutto il bianco quando si invola. Si distingue dall'airone guardabuoi (sotto) anche per il colore dei becco, verde-giallastro e ceruleo con la punta nera nel periodo riproduttivo, altrimenti verdastro. Resta spesso posata su alberi o arbusti durante il giorno, mentre è più attiva all'imbrunire. Al contrario dell'Airone guardabuoi è solitaria e schiva, e il volo sembra più esitante. Oltre alle zone umide si può incontrare raramente su fossati in campagna aperta.

 

Airone guardabuoi

L'Airone guardabuoi (Bubulcus ibis cm 50 x 95) in espansione, viene occasionalmente osservato in molte parti d'Europa, segue le mietitrebbie, anche a poca distanza. Gregario, nidifica di solito in boschetti, in colonie miste con altri piccoli ardeidi. Generalmente frequenta zone più asciutte. Alimentazione su campi o in paludi prosciugate, in gruppi, spesso a seguito di bestiame. A distanza il piumaggio appare completamente bianco; l'abito estivo da vicino rivela vertice, gola e parte dei dorso di un chiaro color nocciola. Le zampe sono gialle o rossicce nel periodo riproduttivo, brune o nerastre nel resto dell'anno, il becco è giallognolo (rosato in primavera). Tipico il folto piumaggio sotto il becco, a rafforzare la linea della mandibola. Migra in lunghi stormi disordinati, a quote relativamente basse. In volo il collo appare più disteso che nella Garzetta, zampe e becco sono più corti e quest'ultimo è rivolto leggermente all'insù. La Sgarza ciuffetto (sopra) è più piccola e vola in modo meno regolare. La voce è dimessa, leggermente nasale, con monosillabi rauchi. 

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Airone Cenerino

L'Airone cenerino (Ardea cinerea cm 95 x 185) era segnalato in declino il secolo scorso per gli stessi motivi della garzetta, oggi è molto diffuso, frequenta i più diversi tipi di acque basse, dolci, salmastre o salate. Capita di vederlo lungo un fosso al bordo di una strada, anche trafficata, intento ad attendere qualche pesce o rana o biscia d'acqua. Se

ci si ferma ad osservarlo rimane immobile credendo di essere invisibile, poi si allontana con lenti colpi d'ala per riprendere terra non molto lontano. A Fossalta di Piave, in provincia di Venezia è stato visto più volte, in inverno, avvicinarsi furtivo ad un'abitazione e "rubare" il cibo dalla ciotola di un gatto. Non si avvicina alle abitazioni se ci sono cani che abbaiano. Nidifica solitamente in grandi, rumorose colonie, su alberi in prossimità dell'acqua, la riproduzione inizia presto e la prima covata può schiudersi già a fine marzo. Come gli altri aironi si nutre "passivamente" muovendosi al rallentatore e aspettando la preda, che cattura con una rapida stilettata del lungo, appuntito becco. Durante quest'operazione di attesa non è disturbato dalla presenza di eventuali pescatori o altro. Si riconosce grazie alle dimensioni e al piumaggio grigio, nero e bianco. Collo retratto a "S" durante il volo, e spesso anche al suolo (inverno). Quando vola alto da lontano si può confondere con un rapace, ma è comunque riconoscibile per le ali incurvate (con le punte in basso) e i colpi d'ala particolarmente lenti e gravi.

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Airone rosso

L'Airone rosso (Ardea purpurea cm 85 x 135) è localmente comune in paludi e acquitrini in Europa centrale e meridionale. Sverna sempre nell'africa tropicale e nella migrazione primaverile (ripasso), tende ad allargare l'areale sempre più verso il Nord Europa. Nidifica in colonie, di solito in canneti molto densi, sia in Italia e sia in Europa meridionale e occidentale. Da lontano il piumaggio rossastro sembra solo un poco più scuro di quello del cenerino (sopra) ma a colpo d'occhio si nota subito che il collo e testa sono più esili, e il becco è più stretto, soprattutto alla base. In volo il collo forma una "S" più aperta e distinta ed è privo di parti chiare. I piedi sono particolarmente grandi, e in volo si vede sporgere il dito posteriore. Come il tarabuso, si immobilizza con il collo e il becco all'insù.

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Nitticora

La Nitticora (Nycticorax nycticorax cm 60 x 112) è comune in paludi e acquitrini d'acqua dolce e salsa, nell'Europa centrale e meridionale. Ha abitudini crepuscolari ma la si può sorprendere di giorno lungo i corsi d'acqua con alberi sulle rive. In questo caso s'allontana immediatamente mettendosi al sicuro sull'altra sponda. Lascia il luogo di riposo al tramonto per andare a caccia di cibo, proprio nel momento in cui gli altri aironi fanno ritorno ai dormitori. In questo modo non entra in competizione alimentare con i suoi "parenti". Ha un becco grosso, robusto e corto, ed ha abitudini alimentari opportunistiche, si nutre come gli altri aironi di pesci, rane, insetti, ma anche di pulcini di altre specie di palude. Nidifica in boschetti, in colonie miste con altri piccoli ardeidi. L'adulto è caratterizzato da corpo tozzo e livrea nera, grigia e bianca. Durante il volo la Nitticora appare più chiara che da posata. L'immaturo si distingue dal tarabuso per le evidenti macchie bianche sulle copritrici alari, in volo appare più scuro e batte le ali con maggiore frequenza. Gli immaturi prima della migrazione verso l'Africa, si disperdono in tutte le direzioni, occupando anche nuovi areali. I casi di avvistamento di garzette schistacee, potrebbero essere riconducibili  immaturi di Nitticora. Cerca il cibo principalmente all'alba e al tramonto. Vola col corpo leggermente inarcato, e il becco guarda leggermente in basso, ha i piedi più piccoli che negli altri Ardeidi e si notano meno. La voce è un caratteristico quack che risuona di notte.

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Mignattaio

Il Mignattaio (Plegadis falcinellus cm 60 x 90) è raro, palustre, nidifica nell'Europa sud-orientale, in colonie all'interno di canneti o talvolta su alberi. Gli immaturi si allontanano anche molto dalle zone riproduttive in settembre-ottobre. Ha il becco curvo, il piumaggio completamente nerastro da lontano, da vicino testa e corpo castani, ala in parte verdastra, una sottile riga bianca alla base dei becco. In abito invernale testa e collo sono quasi neri, ornati di piccole macchie bianche. Piumaggio simile negli immaturi, ma macchie meno evidenti e parti superiori tendenti al bruno. Vola in formazioni lineari, con battiti d'ala veloci come il Chiurlo, intervallati da brevi planate, pressappoco come un Marangone minore (da lontano è possibile confondersi). In volo il collo è teso. La voce è forte e aspra.
 

Ibis sacro

L'Ilbis sacro (Threskiomis aethiopicus cm 66) è un visitatore accidentale delle regioni dei Mar Caspio e del Mar Nero, da aree riproduttive più meridionali. Piumaggio bianco con terziarie nere e piumose, insieme a testa e collo neri, lo rendono inconfondibile. Esemplari provenienti dalla cattività hanno nidificato nella Pianura Padana.
 

Ibis eremita

L'Ibis eremita (Geronticus eremita cm 75) arriva accidentalmente nel sudovest europeo dalle aree di nidificazione dei Marocco. L'ultima colonia turca si è estinta alla fine degli anni '80. E in pericolo di estinzione. Nel 1500 nidificava fino alla Baviera. Piumaggio uniformemente scuro, verdastro, copritrici minori ramate. Testa nuda con lungo becco piegato in giù, marrone rosato. Il collo porta alcune penne lunghe e piumose.

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Cicogna bianca

La Cicogna bianca (Giconia ciconia cm 110 x 165) è considerata simbolo di fertilità e prosperità, comune nel Nord-est Europa ma sta diminuendo a causa delle colture intensive e dei pesticidi. Anche le linee elettriche sospese e la siccità in Africa contribuiscono alla diminuzione. In Spagna sono stati creati punti ci ricovero ed in altri paesi (Francia, Paesi Bassi, Italia del Nord, ecc.) sono state reintrodotte con piani appositi. Tipica delle aree aperte (paludi, prati umidi, colture erbacee) dove si nutre di piccoli animali. Nidifica sui tetti delle case o sui pali dell'elettricità, costruendo nidi molto voluminosi con ramaglie varie, spesso su piattaforme piazzate appositamente, e su grandi alberi isolati, talvolta in piccole colonie. In genere è confidente, cammina lentamente, solenne sui prati anche al bordo delle strade. Facilmente distinguibile dalla Cicogna nera per le parti superiori bianche. Vola con il collo teso, talora volteggiando in stormi non troppo densi. Sverna in Africa, migrando attraverso lo stretto di Gibilterra e sul Bosforo (volteggia in stormi immensi sopra Istanbul alla fine di agosto). I grandi stormi hanno un aspetto caotico, formicolante, molto più disordinato per esempio degli stormi di pellicani, in cui anche nel volteggio piccoli gruppi conservano movimenti sincronizzati. Produce rumori schioccanti sbattendo il becco.

Ho incontrato varie volte le cicogne ed in effetti sono una costante del territorio in Ungheria, Slovacchia, R. Ceka, Polonia e fino al lontano est  dell'Europa. Si vedono spesso i nidi sui pali dell'energia elettrica, con concentrazioni varie a seconda delle zone. Ne ricordo una in particolare che, lungo il bordo della strada che da Riga va a Vilnius,  aveva catturato un'anguilla bella grossa che si divincolava senza possibilità di scampo. Ermete Pastorio

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Cicogna nera

La cicogna nera (Ciconia nigra cm 100 x 155) è rara, frequenta laghi, fiumi e paludi, preferisce le foreste di latifoglie dell'Europa centrale, nord-orientale e della Spagna. Preferisce la pianura ma non disdegna la montagna se vi sono stagni, fiumi o grandi corsi d'acqua. Le popolazioni europee migrano in agosto ed in settembre verso l'Africa orientale e meridionale. Ritornano ai territori di nidificazione verso la fine d'aprile o i primi di maggio. Si distingue facilmente dalla cicogna bianca per il colore nero lucido delle parti superiori. Da lontano, in controluce, la luce riflessa dal piumaggio può renderne difficile l'identificazione. Gli immaturi hanno zampe e becco verdastri, non rossi come negli adulti. Rara e schiva, è difficile vederla in gruppi (tranne che sul Bosforo in migrazione, alla fine di settembre). Al contrario della cicogna bianca, emette un ampio numero di richiami e schiocca poco con il becco. Nidifica sugli alberi alti costruendo un grande nido appiattito che è collocato su un ramo vicino al tronco. Il materiale per la costruzione del nido è costituito da rami, muschio e ramoscelli, in alcuni casi utilizza un nido abbandonato da rapaci come base per la sua costruzione. Nelle regioni montane il nido è collocato anche si rocce sporgenti. La covata è di 3/6 uova, che i genitori covano a turno per 30/40 giorni. I genitori si spostano anche di chilometri per cercare il cibo per i pulcini. I nuovi nati sono atti al volo all'età di 54/63 giorni. La cicogna nera si nutre essenzialmente di pesci, anfibi, piccoli mammiferi, grossi insetti ed invertebrati.

Alcuni anni fa, in Polonia mi trovavo su uno sconquassato autobus polacco, pieno di pendolari polacchi, che percorreva, arrancando in salita una strada tortuosa che costeggia la sponda destra di un fiume nel sud-est della Polonia al confine con la Slovacchia. L'autista ad un certo punto mi disse qualcosa in polacco indicando il fiume. Ovviamente non avevo capito una parola ma guardai  nella direzione del dito e la vidi: una cicogna nera stava pascolando sulla riva del fiume. Ermete Pastorio.

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Spatola

La Spatola (Platalea leucorodia cm 88 x 130) è rara, con areale frammentario. Ha un aspetto esotico con un becco caratteristico che usa per setacciare le acque basse e aperte, paludi o lagune, alla ricerca di piccoli pesci o altri piccoli animali acquatici. Nidifica in colonie, anche affollate, soprattutto in estesi canneti, talvolta su alberi o arbusti, ma sono sensibili ad ogni piccolo disturbo e quindi scelgono aree isolate protette. Costruiscono un nido voluminoso di giunchi e canne, in Spagna sono segnalate nidificanti su basse querce. Le femmine depositano quattro uova ad intervalli di quattro giorni ed i pulcini nascono col becco corto e acquistano la forma caratteristica più tardi. Posata si distingue dagli aironi bianchi, con cui anche si mescolano al pascolo, per il becco molto lungo e largo. In volo tiene il collo teso. La lunga cresta è presente solo negli adulti in estate. Gli immaturi hanno la punta delle ali nera ed in tarda estate seguono i genitori ai dormitori chiedendo in continuazione cibo. Generalmente gli stormi tengono una formazione lineare e gli individui volano con battiti molto più rapidi delle cicogne (ricordano il cormorano), esegue planate e volteggi. Cercando il cibo nell'acqua bassa, da sola o in piccoli gruppi, muove seccamente la testa e il collo da un lato all'altro, non appena individua una preda l'addenta immediatamente e la ingurgita con un agile colpo all'indietro. Generalmente silenziosa, se eccitata schiocca il becco. Talvolta emette suoni gutturali, come se si schiarisse la gola. In Europa si trova nei Paesi Bassi, in Francia ed in Spagna. Per migrare seguono stretti corridoi di volo verso l'Africa Occidentale (distese allagate tra Sahara e Oceano Atlantico).

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Fenicotteri

Il Fenicottero (Phoenicopterus ruber cm 135 x 155, ordine Phoenicopteriformes), in Europa nidifica in poche colonie molto cospicue in Sardegna, Francia e Spagna meridionale. Hanno zampe e collo estremamente lunghi (sproporzionati), e grosso becco curvo all'ingiù. Osservazioni occasionali quasi ovunque, spesso di esemplari fuggiti dalla cattività. Vive e nidifica su distese fangose e argini di acquitrini salmastri. Da molto distante gli stormi sul terreno appaiono come strisce bianche, in volo come nuvole rosa. Vola in formazione lineare, tenendo testa e zampe leggermente abbassati è ben visibile il becco, corto, massiccio e ricurvo. Gli immaturi sono grigio-bruni e bianchi, senza tracce di rosa, hanno zampe e becco scuri. Si nutre immergendo il becco in acque salate, salmastre e alcaline, di fronte a sé (cosicché ne risulta capovolto sotto il corpo), filtrando la melma nell'acqua bassa alla ricerca dell'artemia salina e larve di moscerini. Raccolgono l'acqua e la pompano con la lingua contro le lamelle nel bordo interno delle mascelle. Produce suoni schiamazzanti e vocianti come le oche, soprattutto durante il volo. Le colonie possono comprendere alcune migliaia di coppie ma la nidificazione è irregolare poiché le popolazioni fluttuano di anno in anno. Gli esemplari vaganti spesso appartengono a una delle due razze americane, ruber e chilensis, la prima ha l'intero piumaggio di un rosa molto carico, mentre chilensis è percettibilmente più piccolo dell'europeo roseus, ha zampe grigiastre con vistose ginocchia rosa e più nero alla fine del becco.

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Oche, anatre e cigni

Le oche, le anatre ed i cigni (Ordine Anseriformes, famiglia Anatidae) possono essere divisi in diversi gruppi (sottofamiglie) a seconda dell'aspetto, delle dimensioni e del modo di vita. Sono tutte specie acquatiche, con le tre dita anteriori della zampa unite da una membrana, hanno collo lungo e stretto, ali appuntite e zampe corte. Differiscono da strolaghe e svassi per il becco appiattito, con i margini dentellati, usati come filtro, hanno il corpo leggermente appiattito è ben isolato dal folto piumaggio. Costruiscono in genere un nido semplice, foderato di piumino, sul terreno tra vegetazione fitta (alcune anatre in incavi su bassi alberi) ed i pulcini sono ricoperti da un folto piumino e sono già in grado di camminare e nuotare poche ore dopo la schiusa.
I CIGNI (Sottofamiglia Cygninae) sono grossi uccelli con collo lungo quanto il corpo. Tutte le tre specie europee sono bianche, sessi simili. Camminano ondeggiando goffamente, mentre sono maestosi sull'acqua. Giovani bruno-grigiastri. Per involarsi devono correre sulla superficie dell'acqua per prendere velocità "pedalando" sulla superficie. Si nutrono di erbe acquatiche e vegetali che strappano dal fondo immergendosi col lungo collo ma lasciando in superficie il resto del corpo. Covano dalle 3/5 alle 10 uova. Costruiscono nidi di materiale vegetale sulle sponde dei corsi d'acqua, o su isolotti e mentre la femmina cova, il maschio monta la guardia impedendo a qualunque altra anatra o animale di avvicinarsi. 
Le OCHE (Sottofamiglia Anserinae) sono uccelli massicci hanno caratteristiche e dimensioni intermedie tra i cigni e le anatre vere e proprie, ma formano un gruppo a sé stante. Sono più robuste rispetto alle anatre e hanno collo più lungo. La maggior parte delle specie ha le zampe in posizione anteriore, come adattamento al pascolo sulla terraferma. Sono volatrici instancabili, compiono lunghi spostamenti migratori con formazioni regolari a V fermandosi con brevi soste. Il volo diventa scomposto quando atterrano. Hanno zone di muta tradizionali, dove si raccolgono molti individui. Si nutrono di graminacee e di piante acquatiche. Longeve, hanno sessi simili e formano coppie per la vita. Covano dalle 3 alle 8 uova.

Le ANATRE di SUPERFICIE hanno dimensioni minori delle specie precedenti, hanno becco più piatto e zampe più corte. Frequentano acque basse, lagune, stagni, laghi, fiumi a corso lento, dove si cibano di piante acquatiche immerse con la metà anteriore nell'acqua, oppure appoggiate sulla superficie. Forti volatrici, si involano dall'acqua quasi verticalmente, si tuffano raramente, se sorprese ed impossibilitate a volare si nascondono nel fitto canneto. Hanno spesso disegni alari distintivi, ed i sessi hanno colori diversi (dimorfismo sessuale): i maschi hanno colori brillanti, le femmine sono brune. In estate i maschi assumono un piumaggio  più simile alle femmine (eclisse), quando mutano le penne del volo (remiganti e timoniere) perdono la capacità di volare. La specie più grande è la volpoca, ha uno scarso dimorfismo sessuale, ha il collo più lungo ed è la più simile alle oche. Possono ibridarsi occasionalmente tra specie diverse, ciò si verifica con maggiore frequenza in presenza di specie esotiche sfuggite alla cattività. Covano dalle 5 alle 12 uova.
Le ANATRE TUFFATRICI (Sottofamiglia thyinae) hanno il dito posteriore lobato (fornito di pinna) sono eccellenti nuotatrici subacquee e hanno zampe spostate verso l'indietro per nuotare con più facilità. Becchi appiatti. Le specie più piccole nidificano principalmente nelle acque dolci dei Nord Europa e svernano su laghi e acque costiere dell'Europa occidentale. Si nutrono di piante acquatiche e molluschi, e fanno covate di 4-14 uova.

Le specie di maggiori dimensioni sono tipicamente marine, soprattutto d'inverno, e si allontanano di più dalle coste. Nidificano anche presso acque lacustri. La dieta comprende una maggiore quantità di molluschi. Gli ibridi tra specie si presentano raramente e sono difficili da identificare. Covate di 4-8 uova.
Gli SMERGHI hanno becchi lunghi e sottili, con margini dentellati e punta a uncino, per poter catturare i pesci di cui si nutrono. Si involano correndo sull'acqua, come le anatre marine. Nidificano in alberi cavi (tranne lo smergo minore). Covano dalle 6 alle 18 uova.
I GOBBI sono anatre piccole e tozze che vivono in laghi e baie. Caratterizzate dalla coda piuttosto lunga e rigida. Covano dalle 5 alle 11 uova.

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Cigno reale

Il Cigno reale (Cygnus olor cm 150 x 210) è il più numeroso e diffuso, nidifica in canneti lungo fiumi e canali e in laghi di varie dimensioni (anche in colonie), spesso in situazioni antropizzate. E' generalmente avvicinabile, in molti casi abituato a ricevere cibo dai turisti o dai frequentatori di parchi e giardini. Fuori periodo riproduttivo si raccoglie in grossi gruppi, che svernano spesso lungo le coste. Aspri scontri territoriali in cui il maschio dominante allontana gli intrusi battendo le ali e scivolando sull'acqua. Nella stagione riproduttiva può assumere dei comportamenti aggressivi anche verso l'uomo. Pesa in media 8/12 kg. Quando nuota tiene il collo a S con il becco che guarda in giù talvolta il piumaggio alare secondario è sollevato. La coda è lunga e termina a punta. Gli adulti hanno becco arancione carico con base gibbosa nera. Negli immaturi il becco è grigio-rosato, nero alla base. Gli immaturi si distinguono da quelli delle altre specie per le ali più screziate di bianco e marrone. Eccezionalmente, il piumaggio bianco può comparire molto presto. Più silenzioso degli altri cigni. Quando assume atteggiamenti terrifici soffia. In volo le ali producono un forte rumore. Le coppie sono aggressive e territoriali nei confronti di intrusi di qualsiasi genere (attaccano anche barcaioli o canoisti), costruiscono un nido di sostanze vegetali, in larga piattaforma, con al centro un rivestimento di piumino, tra le canne o appena sopra una sponda. Alleva una covata all'anno di 5/7 uova (raro 4/12), di grandi dimensioni, che sono covate principalmente dalla femmina per 34/38 giorni. I nidiacei sono nidifughi, seguono i genitori in acqua e volano a 4 mesi di vita. I giovani raggiungono la maturità sessuale a 3/4 anni di vita. I cigni si cibano di piante acquatiche, molluschi ed anche piccoli pesci, che prendono dal fondo allungando il collo e rimanendo a galleggio con il posteriore esposto. Nella parata nuziale il maschio e la femmina intreccino i colli e si lisciano reciprocamente le piume del capo, interrompendo a tratti il cerimoniale per immergere il capo in acqua e poi stendere il collo. Il cigno, a volte, per riposarsi, nuota con una sola zampa tenendo l'altra esposta al sole e in alto sopra la schiena; è capitato che alcuni cittadini preoccupati, vedendo questo atteggiamento ed ignorandone la motivazione, hanno chiamato la protezione animali per segnalare un "cigno ferito ad una zampa".

La chioccia ed il cigno. Raccontiamo ora una storiella realmente accaduta a Fossalta di Piave (VE), alcuni anni or sono. Durante una passeggiata lungo il Sile trovai due uova abbandonate da un cigno in un nido distrutto. Le portai ad un conoscente di Fossalta che aveva delle galline e pensammo di metterle in cova sotto una chioccia. La chioccia prese le due enormi uova come se fossero sue e le covò con passione finche si schiusero (riusciva a malapena a coprirle, cadendo ogni tanto di lato). Un anatroccolo morì quasi subito, mentre l'atro divenne adulto e si abituò a cibarsi del becchime dei polli ed a vivere con le galline. Lo strano di questo rapporto tra animali era il comportamento molto possessivo e protettivo del cigno nei confronti della madre adottiva, al punto che nessun altro animale poteva avvicinarsi alla gallina, nemmeno il gallo che veniva regolarmente scacciato con sonori colpi d'ala e di becco. Nel pollaio tutte le galline ed il gallo se ne stavano da una parte, cigno e gallina, da soli, in un'altra zona. Anche il proprietario del pollame, quando entrava nel pollaio, doveva guardarsi le spalle per non rischiare d'essere aggredito a beccate. La strana storia d'amicizia durò per un paio d'anni finché il cigno, ormai adulto, se ne andò. Pastorio Ermete.

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Cigno selvatico

Il Cigno selvatico (Cygnus cygnus cm 155 x 215) nidifica in Nord Europa, nella tundra, su larghi cespugli in paludi, acquitrini e laghi. Nel tardo autunno le grida strombazzanti e sonore dei cigni selvatici, annunciano l'imminenza dell'inverno nell'Europa Nord Occidentale. Frequenti in alcune zone della Scozia, in alcune contee del Galles e in Inghilterra orientale. Sta ampliando l'areale verso sud E' schivo nei quartieri riproduttivi; meno paurosi gli individui più meridionali. In inverno si sposta in formazioni a "V" lungo le coste o su grandi fiumi e laghi, si può incontrare al pascolo sulla terraferma e i nuclei familiari sono riconoscibili anche all'interno degli stormi perché tendono a rimanere uniti (due adulti bianchi e diversi immaturi grigio-bruno). Analogamente al cigno minore (sotto), nuota con il collo teso verso l'alto e non alza mai le remiganti secondarie come fa invece il cigno reale. Quando si immerge è evidente la coda più corta e spuntata. Da vicino si può notare il giallo sul becco, più esteso che nel cigno minore. Gli immaturi si distinguono da quelli del reale (sopra) per il becco più chiaro, tendente al giallo, per il colore di un grigio più freddo e per la sagoma, da quelli del minore per le dimensioni. Ha una potente voce lamentosa che ricorda i suoni di un corno da caccia. In volo, le ali producono un semplice fruscio. Il nido è ampio, le uova si schiudono dopo 35/42 giorni di cova ed i pulcini spiccano il volo dopo otto settimane.

 

 

Cigno minore

Il Cigno minore (Cygnus columbianus cm 122 x 185) è la specie meno comune, nonostante una recente tendenza all'incremento. Nidifica nella tundra artica, durante le migrazioni e in inverno frequenta laghi, bacini artificiali e talvolta baie marine riparate. Simile al cigno selvatico (sopra), ma più piccolo, ha la macchia gialla sul becco meno estesa e più arrotondata, il collo in proporzione è più corto. Si osserva spesso in gruppi familiari o in grandi stormi, che raccolgono probabilmente popolazioni intere. Gli immaturi sono simili a quelli del cigno selvatico (sopra) e distinguerli è difficile poiché i margini della macchia sul becco sono poco evidenti da distante. Anche la voce dei due cigni è simile, cambiano solo i toni. Il canto corale del cigno minore è così chiaro che da lontano ricorda il rumoreggiare delle gru.

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Oca del Canada

L'Oca del Canada (Branta canadensis cm 90-100 x 165-180) è originale del Nord-America, introdotta in Gran Bretagna dall'uomo per motivi ornamentali (ove originariamente era accidentale), si è oggi diffusa in Europa del nord, ma ha carattere sedentario e quasi domestico. Nidifica nelle acque interne, preferibilmente in specchi ampi e aperti, anche in zone boschive o su isolotti, cova per 28 giorni e gli anatroccoli s'involano dopo sei settimane. La popolazione inglese è sedentaria; la popolazione svedese migra verso il sud della Scandinavia e dell'Olanda. l'oca del Canada cerca il cibo principalmente nelle acque basse, come un cigno, ma si alimenta anche su campi coltivati. Simile per dimensioni più alle oche dei genere Anser, ha però collo più lungo, oltre che scuro e con la gola bianca. In volo è più maestosa.

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Oca colombaccio

L'Oca colombaccio (Branta bemicla cm 62 x 125) è una piccola oca grigio-nera, con posteriore bianco candido. In acqua bruca dal fondo con la parte posteriore emersa e talvolta pascola anche nelle pianure costiere. Il principale alimento invernale sono le alghe (zostera) raccolte sui banchi scoperti dalle basse maree. Due diverse razze, difficilmente osservabili in stormi misti: la B. b. bernicla, dall'addome scuro nidifica abbondante nella tundra costiera siberiana e sverna sulle coste dei Mare del Nord (incluso il sud-est dell'Inghilterra) e la razza hrota, delle isole artiche canadesi, della Groenlandia e delle Svalbard sverna in Irlanda, Inghilterra nord-orientale e Danimarca. Il colore dell'addome è di difficile osservazione negli uccelli in acqua. I giovani prendono il semicollare bianco nel primo autunno, ma conservano le copritrici alari con il margine bianco fino alla primavera. In volo le ali strette hanno una battuta più frequente che nelle altre oche, pressappoco come l'edredone, la lunghezza delle ali richiama però subito un'oca. Gli stormi in migrazione sono spesso enormi, disposti su molti archi successivi. Sul mare vola alta con il vento in coda, a quota più bassa se il vento è frontale, La voce è un ritmato suono nasale. Un tempo era ritenuta in pericolo è oggi numerosa grazie alla protezione. Depongono da tre a cinque uova che si schiudono dopo 24/26 giorni e gli anatroccoli s'involano dopo 40 giorni.

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Oca facciabianca

L'Oca facciabianca (Branta leucopsis cm 64 x 140) nidifica su scogliere a prova di predatori o su piccole isole, in tre aree ben differenziate: Groenlandia orientale, Svalbard, Novaya Zemlya (la più grande), le tre popolazioni svernano rispettivamente in Irlanda e Scozia, nel Mar d'Irlanda e in Olanda. Una piccola popolazione si è insediata in Svezia (Isole Gotland). Pascola su pianure costiere in grossi stormi. Giovani simili agli adulti ma privi delle striature sui fianchi tipiche di tutte le oche adulte. Gli stormi in migrazione sono cospicui, più simili a quelli delle oche colombaccio (sopra) che non a formazioni a V, ma con colpi d'ala meno frequenti. Quando è in volo è difficile notare la faccia bianca, un carattere più evidente è il contrasto tra petto nero e addome bianco. La voce è un nasale gha monosillabico, fuso in un forte mugghio nei grandi stormi.
 

 

 

Oca collorosso

L'Oca collorosso (Branta ruficollis cm 60 x 120) nidifica nella tundra siberiana, su ripidi argini fluviali, preferibilmente vicino a nidi di pellegrino o di poiana calzata per protezione. E' erratica in Europa al seguito di stormi di altre oche svernanti. Piccola, con collo piuttosto grosso e becco molto corto. La grande striscia bianca sul fianco, osservabile anche in volo, da lontano è più visibile del rosso del collo. Il giovane ha la macchia sulla guancia è più ridotta.

 

 

Oca selvatica

L'Oca selvatica (Anser anser cm 75-85 x 147-170) è la più diffusa e la più grande oca europea ed è quella che si riproduce più a sud. Nidifica in paludi, in canneti lacustri, in piccole isole costiere, con piccole colonie spesso accompagnate da stormi di immaturi. Ha ali relativamente larghe e smussate, il becco è piuttosto grosso e le zampe sono rosa. Come nella zamperosee, l'area delle copritrici alari è grigio chiaro, ma il contrasto con le secondarie scure e con il dorso è più forte. L'ala mostra due colori anche da sotto (in tutte le altre specie di Anser il sottoala è uniformemente scuro). A terra è caratteristico il dorso scuro, insieme a testa e collo pallidi. Gli esemplari visti in volo da dietro mostrano il groppone grigio, in leggero contrasto con le scapolari brune. Nei giovani il becco è parzialmente scuro. Forma facilmente stormi misti con le specie affini. Atterraggio più scomposto della zamperosee, con planate più lunghe. Possiede un vasto repertorio di richiami, anche striduli, ma il più tipico è come il verso dell'oca domestica. Frequenta le distese erbose ed i campi arati in inverno, mentre in estate nidifica in aree isolate lungo le coste marine o i laghi. Le coppie rimangono unite per tutta la vita, ed entrambi i sessi concorrono sia a covare le uova e sia ad allevare i piccoli. Quando i giovani sono in grado di volare le oche si riuniscono in grandi stormi che si dirigono verso i quartieri di svernamento dove ogni nucleo familiare rimane unito fino alla primavera inoltrata e spesso fanno anche ritorno ai luoghi di cova accompagnando i genitori. I giovani di un anno non covano ma rimangono in prossimità dei genitori contribuendo talvolta a tenere lontani gli intrusi ed a difendere i fratelli più giovani.

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Oca lombardella

L'Oca lombardella (Anser albifrons cm 60-73 x 130-160) nidifica nella tundra artica: la razza flavirostris in Groenlandia, l'albifrons lungo le coste nel nord dell'Unione Sovietica. La prima ha dimensioni leggermente maggiori, becco lungo e aranciato, piumaggio più scuro sverna numerosa nel nord-ovest della Gran Bretagna. L'albifrons, con becco invece rosato, sverna dall'Inghilterra (rara) a oriente attraverso l'Europa fino alla Turchia e oltre. Gli adulti hanno fronte bianca e strie scure sull'addome si possono confondere solo con la Lombardella minore, che è però più piccola, ha becco più corto e bianco esteso dalla fronte fino a parte dei vertice. La Lombardella manca dell'anello perioculare giallo. I giovani delle due specie si distinguono, oltre che per questo particolare, perché la Lombardella ha dimensioni maggiori e piumaggio più chiaro. Privi della fronte bianca, possono essere confusi anche con i giovani di Granaiola (sotto), ma hanno guancia più chiara e fronte più scura, insieme alle strisce bianche sul dorso più sottili. In volo l'ala ha colore uniforme, senza contrasto tra copritrici e remiganti, ma è comunque più chiara che nella Granaiola.

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Oca lombardella minore

L'Oca lombardella minore (Anser erythropus cm 53-66 x 120-140) è rara, elusiva, nidificante nel nord della Fennoscandia, nella zona dei salici e delle betulle; Negli ultimi decenni è drasticamente diminuita, sverna in pascoli e colture dell'Europa sud-orientale, qualche individuo più a occidente, è stata reintrodotta nella Lapponia svedese. Simile alla Lombardella (sopra) ma più piccola, ha becco più corto, piumaggio più scuro e bianco che dal becco sale in diagonale fino al vertice. Presenta inoltre un anello perioculare giallo, molto visibile anche nel giovane (raro e sfumato nella Lombardella). Le ali chiuse oltrepassano sempre la punta della coda, cosa molto rara nella Lombardella. Nonostante le piccole dimensioni, è difficile riconoscerla dalle altre Anser mentre è in volo.

 

Oca granaiola

L'Oca granaiola (Anser fabalis cm 68-80 x 142-165) nidifica nelle paludi della tundra (razza rossicus) e della taiga (fabalis). Sverna in Europa centrale e meridionale, rara in Gran Bretagna. Affine alla zamperosee, è però decisamente più scura, più grande, e ha collo, testa e becco di proporzioni maggiori. Caratteri distintivi sono le zampe arancio e le macchie sul becco. La banda terminale bianca sulla coda è più sottile, e da dietro l'aspetto generale è più scuro. Le ali e il dorso scuri (come i fianchi) sono un carattere distinguibile anche da lontano. Insieme alla Lombardella minore (sopra) ha le ali più scure di tutto il genere Anser, anche se, in luce incidente, può vedersi una sfumatura azzurrastra. Molti esemplari di fabalis mostrano una sottile riga bianca all'attaccatura del becco, mai estesa però come nelle Lombardelle (sopra). Si può confondere con i giovani di Lombardella (sopra), ma la testa è uniformemente scura, e il colore delle zampe e del becco è differente. Quando bruca (testa e collo invisibili) può essere difficile distinguerla dalla selvatica, a cui è simile per dimensioni e aspetto del groppone. A livello di razza, nella rossicus il becco ha uno spessore maggiore ed è quasi completamente nero, collo e zampe sono più corti, la fabalis ha un becco sottile, quasi tutto arancione. La variabilità comunque è grande, e l'identificazione della razza di norma è impossibile.  Depone tra le tre e sei uova che si schiudono dopo 26/28 giorni di cova; gli anatroccoli volano dopo otto settimane.

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Oca zanperosee

l'Oca zamperosee (Anser brachyrhynchus cm 63-73 x 135-160) ha un areale ristretto, nidifica in Groenlandia, in Islanda e alle Svalbard. Le prime due popolazioni svernano numerose in Gran Bretagna (dove è possibile avvistarle) ed attualmente sono in lento costante incremento. L popolazione originaria delle Svalbard migra in Danimarca e nei Paesi Bassi. Durante il giorno pascola in zone coltivate ma trascorre la notte su laghi o estuari e compie massicci movimenti tra le aree diurne e notturne con stormi spettacolari. Differisce dall'affine granaiola (sopra) per il colore rosa delle zampe e di una parte dei becco, visibili però solo da vicino, e per le proporzioni più piccole di testa e becco, il dorso e le copritrici alari sono chiari, con una sfumatura azzurrina. Questa freddezza del piumaggio spesso permette di distinguere da lontano una Zamperosee in mezzo a un branco di granaiole (in cui la sfumatura è meno intensa). Nella Zamperosee è presente anche una sfumatura carnicina alla base dei collo, e una più larga banda bianca terminale sulla coda. In volo la coda sembra complessivamente più bianca, si distingue dall'oca selvatica per l'assenza di contrasto tra il resto dei piumaggio e le scapolari. ad inizio autunno i giovani sono ancora riconoscibili perché hanno la livrea più bruna e le zampe giallastre, caratteri che scompaiono alla prima muta. Depone tra le tre e sei uova che si schiudono dopo 26/28 giorni di cova; gli anatroccoli volano dopo otto settimane.

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Oca delle nevi

L'Oca delle nevi (Anser caerulescens cm 65-80 x 135-160) arriva occasionalmente dal Nord America, ma più spesso proviene dalla cattività.  Osservata principalmente in autunno e inverno, di solito insieme ad altre Anser. Inconfondibile il piumaggio bianco con la punta delle ali nera, come anche il piumaggio grigio chiaro degli immaturi. La fase scura (oca azzurra), ancora più rara, è grigia e nera con soltanto testa e parte del collo bianchi. La voce è un aspro monosillabo. Gli stormi producono un forte schiamazzo.

Le oche di Roncade. Nell'inverno del 2006 un gruppo di 39 tra oche delle nevi e oche azzurre, si è presentato a Roncade (TV) e si è fermato alcuni giorni sul fiume Musestre nel centro della cittadina, di fronte al castello. E' poi volato via verso Mogliano Veneto e la laguna. Provenivano da un parco d'oltralpe ed erano abituate alla presenza umana al punto di prendere il cibo dalle mani dei numerosi, curiosi e increduli visitatori. Ermete Pastorio.

 

 

 

 

 

 

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Oca indiana

L'Oca indiana (Anser indicus cm 75) si osserva occasionalmente in compagnia di altre oche (fuggite dalla cattività). Nidifica negli altipiani dell'Asia centrale e supera l'Himalaya nelle migrazioni per l'india. Facilmente riconoscibile dal vertice bianco con due strisce trasversali nere. Gli immaturi sono privi di strisce ma sono di un grigio molto chiaro. In volo sembra biancastra, il nero sulle ali è ristretto alla punta delle remiganti.

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Seguono: anatre di superficie. Hanno becco piatto e zampe corte, frequentano acque basse, si cibano di piante acquatiche immergendosi se con la metà anteriore del corpo nell'acqua, oppure appoggiate sulla superficie, sono forti volatrici, si involano dall'acqua quasi verticalmente, si tuffano raramente, se sorprese ed impossibilitate a volare si nascondono nel fitto canneto. I sessi hanno colori diversi (dimorfismo sessuale).

 

Germano reale

Il Germano reale (Anas platyrhynchos cm 56 x 95) è la specie più comune e diffusa in tutta l'Europa settentrionale tra le anatre di superficie. Identificabile in volo per la taglia, il corpo massiccio, le ali leggermente arrotondate, con battuta abbastanza veloce. E' tipico anche il sibilo prodotto dalle ali. Frequenta gli ambienti acquatici più diversi, anche nei parchi cittadini dove si è adattato a prendere il cibo dalle persone. Nidifica nelle situazioni più varie (anche su appositi canestri artificiali), capita di vedere, nei giardini di città, la femmina seguita dagli anatroccoli che lascia il posto di cova per dirigersi al più vicino corso d'acqua. Io personalmente, in centro a Salisburgo, ho assistito a questa scena, ed un poliziotto ha fermato il traffico caotico per lasciar passare la famigliola (P. E.). Sono comunque anatre selvatiche quelle che frequentano laghi, stagni e paludi e arrivano dal Nord Est Europa soprattutto in inverno. Molto attivo anche di notte. I maschi si raccolgono in stormi prima della muta estiva. In inverno stormi molto fitti frequentano le coste settentrionali ed è molto comune anche nell'entroterra. Nidifica sulla terra ferma, ma vicino ad un corso d'acqua, depongono da sette a sedici uova che si schiudono dopo 28 giorni, gli anatroccoli sono nidifughi (in gradi di alimentarsi da soli appena usciti dall'uovo) e spiccano il volo dopo 50 giorni. Sono anatre cacciabili, sia da appostamento e sia in caccia vagante. Per gli appostamenti si usano botti semisommerse o capanni, che hanno attorno una serie di "stampi", costituiti da anatre di plastica (un tempo di sughero o di giunco e colorati a mano) che hanno lo scopo di attirare le anatre di passo. E' una caccia molto affascinante ma anche molto impegnativa a causa dell'ambiente n cui si svolge.

Purtroppo i germani sono soggetti al bracconaggio poiché gli anatroccoli sono vulnerabili nei primi giorni dalla schiusa (si prendono con le mani) ed in questo modo sono entrati, in antichità, nella vita quotidiana degli uomini come anatre da cortile. I germani domestici sono più massicci dei selvatici e soggetti sfuggiti dalla cattività si ibridano ai selvatici. E' capitato che germani d'allevamento siano stati attirati in volo da anatre selvatiche di passo.

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Canapiglia

La Canapiglia (Anas strepera cm 51 x 89) è elusiva, diffusa ma non molto comune, nidifica nelle acque interne, poco profonde, in luoghi aperti protetti da canneti o su piccole isole coperte da vegetazione. E' soggetta a reintroduzione in aree dell'Europa occidentale. In inverno frequenta ambienti simili (tende a evitare le acque salse). Il maschio da lontano è grigiastro, sull'acqua spicca un evidente sottocoda nero, sembrano colori smorti ma in realtà, viste da vicino, sono molto belle ed eleganti. Solitamente le canapiglie si spostano in coppia o in piccoli gruppi. Le coppie si formano in tarda estate e rimangono assieme per tutto l'autunno e fino all'inverno. In primavera si possono vedere i voli nuziali di più maschi che tendono a sedurre una femmina. In volo si distingue per un ampio specchio bianco bordato di scuro. Femmina molto simile a quella di germano dalla quale si differenzia per l'addome bianco, invisibile però quando nuota. Diversa anche la colorazione del becco e dello specchio, meno visibile però che nel maschio. Sono più tranquille del germano (sopra) e del fischione (sotto), e riescono a fare piccoli tuffi per recuperare l'erba acquatica, di cui si nutrono, dal fondo. In Italia è una migratrice regolare e nidifica solo localmente, vicino all'acqua, dove depone dalle otto alle dodici uova che si schiudono dopo 28 giorni di cova. Gli anatroccoli spiccano il volo dopo sette settimane.

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Codone

Il Codone (Anas acuta cm 56-71 x 89) è una bellissima e raffinata anatra di superficie, nidificante principalmente in stagni, paludi e lagune dei Nord Europa. Scarso ed elusivo, sverna in estuari riparati, in aree inondate e laghi, tende ad evitare le aree boscose. Il collo è molto lungo ed esile, lo specchio marrone dell'ala ha il margine esterno bianco, entrambi i sessi hanno becco grigio. Nel piumaggio estivo il maschio ha coda lunga e appuntita ma la parte più evidente in acqua non è la coda ma il collo e la macchia bianca del petto. Nella migrazione primaverile (ripasso) passa frequentemente a coppie. In autunno e in inverno si accompagna spesso ai fischioni (sotto). Come tutte le anatre di superficie s'immerge col collo alla ricerca di cibo (erbe acquatiche, semi ed invertebrati), ha però un collo più lungo delle altre anatre, questo fatto spiega il motivo per cui in un unico specchio d'acqua convivono anatre di varie specie: ognuna ha un proprio spazio specifico per l'alimentazione.  Nidifica su isole basse dove depone da sette a nove uova che si schiudono dopo 23 giorni di cova. I piccoli s'involano a sei settimane.

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Fischione

Il Fischione (Anas penelope cm 46 x 81) nidifica in acque basse nella taiga, frequenta aree paludose in prossimità dei laghi e dei fiumi, ma anche lagune costiere ed estuari. Si radunano in densi raggruppamenti per cercare il cibo fra la vegetazione ripariale. Durante la migrazione si sposta spesso in grandi stormi che formano lunghe linee, sulle coste o nelle pianure umide; quando giungono alla fine di settembre, giovani ed adulti hanno vari stadi di piumaggio. Ha ali piuttosto lunghe, corpo compatto, coda appuntita, collo corto, testa arrotondata. I giovani maschi sono privi dei bianco sull'ala, come anche le femmine, che hanno però le secondarie interne biancastre (come la canapiglia). Tutti gli individui mostrano comunque uno spiccato addome candido. A volte pascola sul terreno e sulle coste bruca sui banchi di alghe e se disturbato spicca immediatamente il volo. Tipico il fischio acuto bitonale del maschio. I fischioni si nutrono principalmente d'erba piuttosto che di stoppie o delle sementi dei terreni arati, tuttavia, se non disturbati frequentano anche l'interno e la costa. Depongono da sette a otto uova, in nidi morbidi, che si schiudono dopo 24 giorni ed i piccoli spiccano il volo dopo sei settimane.

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Fischione americano

Il Fischione americano (Anas americana cm 51 x 87) è accidentale nell'Europa dell'ovest. Il maschio ha il vertice bianco e una striscia verde che parte dall'occhio. La femmina è molto simile a quella di fischione (sopra) ma con testa chiara e fianco rosato. L'interno dell'ala (comprese le ascellari) è completamente bianco. Il fischio dei maschio è trisillabico.

 

 

Alzavola

L'Alzavola (Anas crecca cm 36 x 61) è un'anatra piccola ma attiva, comune, nidifica in corpi d'acqua anche di piccole dimensioni. In inverno su bacini artificiali, laghi, estuari e paludi salmastre. Migratore parziale, principalmente notturno, si sposta in grossi stormi compatti e durante il volo sopra canneti e paludi alcuni piccoli gruppetti si girano improvvisamente, invertono la rotta e roteano (come pivieri). Le popolazioni che nidificano nell'Europa settentrionale si disperdono verso latitudini più basse, mentre le popolazioni che nidificano a latitudini basse sono sedentarie. Il maschio si riconosce per il fischio acuto, ha colori vivaci ma che da lontano sembra, come la femmina, uniformemente scuro. E' riconoscibile per la macchia paglierina sul lato del sottocoda. La femmina è come la marzaiola, ma con testa meno contrastata, becco un po' più corto (con base giallognola) e macchia bianca alla base della coda. Distinguibile da lontano anche per la striscia chiara davanti allo specchio dell'ala. L'addome chiaro non è molto evidente. Non è infrequente vedere alzavole alimentarsi unite ad altre anatre. Questa strategia aumenta le possibilità di allerta contro i predatori, infatti al minimo allarme tutte spiccano il volo all'istante. Il nido si trova generalmente vicino all'acqua, vicino all'erica, oppure ai giunchi, vengono deposte da otto a dieci uova che si schiudono dopo 21 giorni di cova. Gli anatroccoli spiccano il volo dopo 23 giorni. 

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Alzavola aliverdi

L'Alzavola aliverdi (Anas crecca carolinensis cm 36 x 61) è una razza nordamericana dell'alzavola, di rara comparsa nell'Europa occidentale. Il maschio ha una fascia bianca verticale sul lato del corpo, la femmina non è distinguibile da quella europea. Comportamento e voce sono identici a quelli dell'Alzavola (sopra).
 

 

Marzaiola americana

La Marzaiola americana (Anas discors cm 38) è accidentale dal Nord America. Inconfondibile la testa dei maschio, la femmina  e come l'alzavola (sopra), ma ha due macchie chiare alla base del becco e la parte anteriore delle ali azzurra.
 

Alzavola asiatica

L'Alzavola asiatica (Anas formosa cm 38) è una rara visitatrice che proviene dall'Asia. Inconfondibile la testa del maschio, la femmina ha lo specchio dell'ala verde e due distinte macchie bianche contornate di scuro alla base dei becco.
 

 

Anatra falcata

L'Anatra falcata (Anas falcata cm 5 1) è accidentale nell'Europa orientale che proviene dall'est della Siberia, li maschio ha testa castana e verde brillante. La femmina somiglia al maschio di Canapiglia in eclisse, ma ha specchio verde scuro e becco stretto e completamente grigio.

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Marzaiola

La Marzaiola (Anas querquedula cm 38 x 63) è rara, nidifica principalmente in stagni, terreni paludosi, risaie o si accontenta di piccoli stagni artificiali. E' piccola come l'Alzavola e in volo l'ala del maschio è grigio-azzurra, nei giovani maschi di solito grigio scura. Il tono delle copritrici alari è azzurro anche nella femmina l'ala è generalmente più chiara che nell'alzavola, e lo specchio ha una doppia bordatura bianca più larga dietro anziché davanti. Sull'acqua la femmina si distingue per la striscia chiara sotto il sopracciglio scuro, dietro al becco la striscia si allarga in una macchia che spicca sulla guancia. E' un migratore che sverna nell'africa subsahariana, per vederla in Italia occorre aspettare marzo quando compie il ripasso primaverile. Il nido, fatto d'erba lunga e ruvida, si trova vicino a laghi con canneti o in prati acquitrinosi, la Marzaiola vi depone dieci/undici uova che i schiudono dopo 21 giorni di cova. Gli anatroccoli lasciano il nido a cinque, sei settimane d'età. 

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Mestolone

Il Mestolone (Anas clypeata cm 51 x 79) è abbastanza comune nelle acque basse circondate da vegetazione, è pesante e si muove in modo goffo ma è comunque un'anatra di bell'aspetto. Di solito si trova in piccoli stormi dal comportamento schivo, diventa più socievole quando è in folti gruppi per alimentarsi. Questi gruppi in alimentazione tendono a formare un cerchio. Inconfondibile in entrambi i sessi il lungo becco a cucchiaio, che in acqua è tenuto abbassato e in volo sporge evidentemente in avanti. Le ali hanno larghe macchie azzurre, non cosi vive però come nel maschio di marzaiola (sopra). In volo la femmina mostra l'addome completamente scuro, in contrasto con le chiare copritrici inferiori dell'ala (tale contrasto manca in tutte le altre specie comuni). Nel piumaggio eclissale maschi e femmine sono simili, ma da settembre a novembre il maschio attraversa una fase di muta parziale che gli conferisce una livrea intermedia tra quella estiva e quella eclissale. Anche gli immaturi in autunno acquisiscono un piumaggio intermedio in attesa di vestire l'abito dell'adulto. In fase di ascesa le ali producono un rumore vibrante. E' un'anatra più tranquilla del germano con cui spesso condivide il pascolo poiché si alimentano in modo diverso. Per alimentarsi tiene becco e collo distesi sulla superficie dell'acqua e oscilla lateralmente, in questo modo filtra l'acqua, coi piccoli denti ai margini delle mascelle, trattenendo le particelle di cibo.  Una doppia nota nasale costituisce il verso primaverile, udibile soprattutto di sera. La femmina starnazza in sincronia con il ritmo del maschio. Nidifica in luoghi asciutti e tranquilli, depone da otto a dodici uova che si schiudono dopo 28 giorni di cova.

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Anatra marmorizzata

L'Anatra marmorizzata (Marmaronetta angustirostris cm 40) è rara nidificante nel Sud Europa, molto localizzata. Predilige stagni riparati e paludi con fitta vegetazione. Sessi simili, con distintivo piumaggio marrone chiaro, che risalta quando la specie è in acqua. Dimensione tra la marzaiola e il fischione (sopra). Si notano la testa un po' grossa, il becco lungo e sottile, scuro come il sopracciglio. Coda e collo sono relativamente lunghi. La lunghezza delle ali e il richiamo possono ricordare in volo la femmina di codone ma manca lo specchio dell'ala. E' schiva, difficile da avvicinare, generalmente solitaria o in gruppi molto piccoli.

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Anatra mandarina

L'Anatra mandarina (Aix galericulata cm 46) è occasionalmente presente a causa di individui fuggiti dalla cattività (hanno stabilito popolazioni selvatiche in alcune zone dell'Inghilterra), preferisce stagni circondati da alberi e nidifica nelle cavità di tronchi. Il maschio è appariscente e inconfondibile, la femmina è meno colorata ma ha sul capo un disegno caratteristico. Si distingue dall'anatra sposa Aix sporsa (in Europa solo in cattività) per l'assenza di verde sul vertice e il diverso disegno sulla base del becco. Si nutre soprattutto a terra.


 

Volpoca

La Volpoca (Tadorna tadorna cm 60 x 110) è abbastanza comune nel nord-ovest e nel sud-est europeo, su coste basse e con acque poco profonde, localmente anche in laghi dell'entroterra. E' uno degli uccelli costieri più facili da identificare, grossa come un'oca, si riconosce da distante per il bianco e nero del piumaggio che, da vicino, risulta sorprendentemente variopinto.  Piumaggio simile nei due sessi, bianco, con larghe zone ocra e nere e specchio verde metallico. Il maschio si riconosce subito perché ha il becco di un rosso vivo, con una protuberanza bitorzoluta prominente sulla fronte che è invece ridotta nella femmina, gli immaturi sono più chiari degli adulti, soprattutto sulla testa, e sono privi della banda color mattone sul petto. Normalmente vola bassa sull'acqua, con le ali arcuate, ritmo di battuta intermedio tra anatre e oche. Durante la muta gli adulti formano stormi molto grandi; contemporaneamente si raggruppano anche i giovani, ancora incapaci di volare, accuditi solo da pochi adulti rimasti che rivestono il ruolo di "ziette". Il richiamo del maschio è un forte fischio, quello della femmina ricorda un lento nitrito. Silenziosi fuori dal periodo riproduttivo. Nidifica nelle cavità come le tane dei conigli o in luoghi riparati come i cavi degli alberi, vecchi fienili, pagliai, ammassi di detriti o sotto a cespugli. Depongono 15 uova ed i pulcini vestono un candido piumino bianco e nero e possono riunirsi in gran numero per formare affollati asili; s'involano dopo 45 giorni dalla schiusa. In luglio e agosto le volpoche di un'ampia area d'Europa, si danno appuntamento in stazioni estive (luoghi che garantiscono cibo e sicurezza) per compiere una muta completa e, dopo che le penne sono ricresciute, fanno nuovamente ritorno ai luoghi di origine (fenomeno detto"migrazione di muda").

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Casarca

La Casarca (Tadorna ferruginea cm 60) nidifica nel sud-est europeo. Esemplari fuggiti dalla cattività compaiono regolarmente fuori dal normale areale di distribuzione. Simile di taglia alla volpoca (sopra), è più terrestre, con zampe più lunghe. Nidifica in buchi del terreno o cavi d'alberi. Sverna su rive sabbiose di fiumi e laghi o su ampie steppe. Ben riconoscibile per il generale color mattone, con testa più chiara. Nel maschio è presente un sottile collare nero. In volo mostra una larga banda bianca sull'ala. Vola come la volpoca. Il richiamo è uno starnazzo simile all'Oca del Canada ma meno potente, ricorda un raglio. Anche un suono che ricorda il tubare.

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Oca egiziana

L'Oca egiziana (Alopochen aegyptiacus cm 70) è accidentale nel sud-est europeo proveniente dall'Africa. Alcuni esemplari fuggiti dalla cattività si sono naturalizzati. Sono caratteristiche l'ampia zona bianca sull'ala, sia sopra sia sotto, e le lunghe zampe. Sessi identici. Si alimenta principalmente su terreni asciutti, come le oche. La voce è un rauco schiamazzo.

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Seguono: anatre tuffatrici (Sotto famiglia Aythyinae). Hanno il dito posteriore lobato (fornito di pinna) si tuffano dalla superficie, sono eccellenti nuotatrici sott'acqua e hanno zampe spostate verso l'indietro per nuotare con più facilità. Becchi appiatti. Per involarsi corrono sull'acqua.
 

Fistione turco

Il Fistione turco (Netta rufina cm 56) è raro e localizzato nell'Europa centrale e meridionale, in lagune salmastre e canneti lacustri. Vi sono anche esemplari sfuggiti alla cattività. E' grande, il maschio ha colori molto vivi e fianchi candidi, testa nocciola, becco rosso (anche in eclisse, quando il piumaggio è come nella femmina). Le penne della testa possono alzarsi in una cresta. La femmina è come nell'orchetto marino ma più grande e chiara, con becco parzialmente rosa e con una larga banda bianca sull'ala (come il maschio). Quando è posata, appare più sollevata sull'acqua. Comportamento come nelle anatre di superficie.

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Moretta grigia

La Moretta grigia (Aythya marila cm 46 x 79) è nidificante scarsa sulle coste settentrionali, in Scandinavia anche sui laghi degli altopiani. Simile alla moretta(sotto), il maschio ha però dorso grigio chiaro, cha da lontano appare baluginante. La femmina ha una evidente banda bianca (talvolta beige) alla base dei becco, e in primavera una macchia chiara nella regione auricolare. Con dorso grigiastro, è più chiara e poco più rossiccia della femmina di moretta. Ha dimensioni maggiori ed è sempre priva di cresta (in sagoma ha fronte più arrotondata e becco più grande). Molte vivono vicino al mare, cavalcano le onde per raggiungere la scogliera oppure si fanno trasportare dalla corrente per entrare ed uscire dagli estuari. Depongono da 8 a 11 uova che si schiudono dopo 28 giorni di cova. Gli anatroccoli volano a 40/45 giorni di vita.

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Moretta

La Moretta (Aythya fuligula cm 42 x 70) va avuto un incremento della popolazione dell'ultimo secolo in Europa ed oggi è comune, nidifica in varie situazioni data la sua adattabilità. Fuori dal periodo riproduttivo si raccoglie in grossi stormi su laghi naturali e artificiali (si e adattata nei nuovi habitat creati dall'uomo), lungo coste riparate e anche nei porti, ma preferisce le acque ghiacciate. In questi gruppi si possono vedere anche i moriglioni (sotto). Ha saputo approfittare anche dell'incredibile moltiplicazione di molluschi esotici in Europa occidentale, su cui impernia quasi totalmente la sua dieta. In Italia nidifica sporadicamente. Caratteristici nel maschio il colore nero con il rettangolo bianco sul fianco (visibile e distinguibile da lontano) e la lunga cresta. La femmina ha cresta più corta e spesso una piccola striscia bianca alla base dei becco (talvolta più larga). Nel periodo riproduttivo l'addome è marrone. Può avere del bianco nel sottocoda, come nella moretta tabaccata (sotto). Entrambi i sessi hanno occhio giallo e la punta del becco è nera.

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Moretta dal collare

La Moretta dal collare (Aythya collaris cm 43) è occasionale nell'Europa occidentale e proviene dal Nord America. Il maschio è facilmente distinguibile da quello di moretta (sopra) per la sagoma della testa e per la striscia bianca verticale sul fianco. La femmina è identificabile per la sagoma della testa e la fascia alare grigia (non bianca) presente in entrambi i sessi.

 

Moriglione

Il Moriglione (Aythya ferina cm 46 x 79) visitatore proveniente dall'est, comune ma raramente nidificante dell'Europa occidentale. Si può vedere dall'autunno alla primavera nei laghi con estesi canneti, a stormi, assieme ad altre anatre, talvolta  anche in acque più scoperte o estuari salmastri. Sono attive la notte mentre di giorno sonnecchiano trascinati dalla corrente. Hanno una dieta più erbivora delle morette (sopra) e si tuffano in modo spettacolare. Maschio caratteristico, senza l'aspetto baluginante della moretta grigia. La femmina ha una definita macchia scura tra sopracciglio e mento chiari, testa con profilo triangolare, becco robusto e fronte piatta. Ali grigio-brune in volo, più chiare nel maschio. Costruiscono un nido di giunchi, solitamente in acque basse, vi depongono 6/8 uva che si schiudono dopo 24/28 giorni di cova.

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Moretta tabaccata

La Moretta tabaccata (Aythya nyroca cm 40 x 66) nidifica in canneti lacustri nell'Europa centrale e meridionale, è una specie riservata, poco più piccola della moretta, con bande alari bianche più grandi ed evidenti in volo. Il maschio è di un marrone vivace con occhio bianco e sottocoda bianco sgargiante. L'addome è  bianco, interamente bordato di marrone, la femmina, di colore grigio-bruno, ha gli occhi scuri e sottocoda bianco. Fronte alta e becco lungo e scuro.

 

Quattrocchi

Il Quattrocchi (Bucephala clangula cm 45 x 79) è comune nelle acque delle foreste del nord Europa, ma si trova anche sulle coste della Germania, della Polonia e dell'Europa centrale. In inverno s'incontra in occidente, al centro, al sud ed al sud-est dell'Europa, sui laghi interni, sugli stagni, nei fiumi, anche nelle città.  E' una specie resistente al freddo e migra tardi. Tende a disperdersi in piccoli gruppi, ed è più schivo delle altre anatre tuffatrici. Sono uccelli splendidi, come tutte le anatre sono ancora più belli visti da vicino ma i quattrocchi sono speciali perché alcuni maschi sono "più bianchi del bianco". Ha la testa grossa con profilo triangolare (punta al centro), le ali hanno bande bianche come negli smerghi, ma sotto sono nere. La macchia sulla guancia del maschio è ben visibile da lontano ed i fianchi sono sgargianti come nello smergo maggiore, ma con retro nero. La femmina ha il collare bianco e gli occhi gialli, mentre gli immaturi sono grigio-bruni e con specchio bianco ridotto. I piccoli hanno la guancia bianca. Le ali del maschio producono un suono sibilante, caratteristico rumore notturno nei luoghi del nord attraversati dalla migrazione primaverile. Le coppie si formano già nei quartieri di svernamento e la parata nuziale continua sui territori di riproduzione dove gli uccelli fanno ritorno dopo lo scioglimento delle nevi. Nella parata, il maschio getta il capo all'indietro, sbatte i piedi e produce versi stridenti e sordi mormorii. E' la femmina che s'incarica di cercare la cavità per il nido, mentre il maschio la segue. Il nido è posto in una cavità di un albero (a volte lo stesso dell'anno prima), nei fori abbandonati dal picchio nero o anche in cassette-nido. Questo adattamento ai nidi artificiali potrebbe essere uno dei motivi del suo aumentato negli ultimi 20 anni. Tra aprile a giugno la femmina depone da 6 a 15 uova nel fondo del nido, raramente guarnito con un po' di muschio. La femmina circonda le uova con del piumino e le cova per 26/32 giorni. Appena dopo la nascita e dopo essersi asciugati, gli anatroccoli saltano nel vuoto fuori dal nido, cadendo sui cespugli, sul terreno o direttamente in acqua (non si fanno alcun male). Gli anatroccoli volano dopo 60 giorni. I quattrocchi si nutrono direttamente sott'acqua. mangiano insetti, larve, vermi, molluschi, crostacei, piccoli pesci e, in minor quantità, germogli verdi e semi. In immersione possono raggiungere anche i 9 metri.  

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Quattrocchi d'Islanda

Il Quattrocchi d'Islanda (Bucephala islandica cm 53) si vede raramente fuori dall'Islanda che è l'unica area di riproduzione europea. Nidifica lungo ruscelli e laghi nelle zone laviche, che offrono cavità per i nidi. La macchia sulla guancia del maschio è a forma di goccia e parte dall'occhio, il nero dei dorso scende ai lati dei petto. La fronte è meno sfuggente e il capo ha punta smussata e arretrata rispetto al quattrocchi (sopra). Il becco è più corto e la testa ha una sfumatura violacea anziché verdastra. E' possibile confondersi con le femmine ed i maschi immaturi del Quattrocchi poiché hanno capo tendente al marrone con macchia bianca irregolare. Il becco della femmina può essere completamente giallo mentre nel Quattrocchi può presentare una striscia sulla punta in primavera e in estate.

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Quattrocchi minore

Il Quattrocchi minore (Bucephala albeola cm 36) è rarissimo accidentale proveniente dal Nord America. Grande come un'Alzavola ma ha un abito da quattrocchi (sopra), con larga chiazza bianca a forma di cappuccio nel maschio. Occhio scuro. Femmina con capo più scuro che non nel quattrocchi, con striscia bianca orizzontale sotto e dietro l'occhio. Si invola senza correre, come un'anatra di superficie.
 

Moretta arlecchino

La Moretta arlecchino (Histrionicus histrionicus cm 40 x 65) è una specie americana nidificante anche in Islanda, osservata raramente nel resto d'Europa. Nidifica su isole nei fiumi a corso rapido. In inverno si sposta sui flutti di fronte alle coste rocciose. Il maschio è distinguibile per i disegni chiaro-scuri dei piumaggio (da lontano rosso e blu non si distinguono), per le piccole dimensioni e per la coda, di solito leggermente alzata. La femmina non ha le bande alari dei quattrocchi, è più piccola e scura e ha tre evidenti macchie bianche sul capo (confondibile con la femmina giovane di Moretta codona, che ha però addome bianco e non marrone). Raramente si accompagna ad altre specie e nuotando ciondola il capo in sintonia con i movimenti delle zampe. Il volo è rapido e con frequenti picchiate. Di solito sono silenziose, il maschio può emettere un breve fischio acuto e la femmina uno stridente suono nasale.

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Moretta codona

La Moretta codona (Clangula hyemalis cm 40m/55f x 78) è vivace e attraente, comune come nidificante nei piccoli laghi della tundra artica. Sverna principalmente nel Baltico e nel Mare del Nord, al largo. Gruppi di individui si involano correndo insieme sulla superficie dell'acqua. Il volo è rapido e regolare, con rotazioni nell'inclinazione. Le ali uniformemente scure vengono talvolta tenute indietro, e battono senza salire sopra la linea orizzontale (un po' come un pipistrello). Ben riconoscibile il dorso a strisce del maschio. Si posa con grandi spruzzi. In primavera si raduna vicino alle coste in grossi stormi agitati. I maschi tendono il collo, muovono e alzano la loro lunga coda, cantano una sorta di yodel corale, che ricorda anche le cornamuse e fanno gesti stravaganti per impressionare le femmine. Questo comportamento "appassionato" contrasta quello dei pigri moriglioni sulle rive dei laghi. I maschi in primavera esibiscono un piumaggio nerastro. Numerosi stormi si muovono a nord dal Golfo di Finlandia intorno al 20 maggio: la migrazione è notturna, con voli alti. In autunno avanzato si possono vedere le anatre dalla lunga coda sulla terra ferma dove si radunano per un paio di settimane. Sono uccelli imprevedibili, difficili da riconoscere, crescono nella tundra del nord più remoto, depongono da 5 a 9 uova che si schiudono dopo 23/25 giorni.

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Orco marino

L'Orco marino (Melanitta fusca cm 55 x 92) nidifica nella taiga, ma anche oltre il limite degli alberi. Anche negli arcipelaghi baltici. I maschi migrano verso le acque danesi già in luglio, per la muta. Torna nei quartieri riproduttivi molto tardi. E' marino come l'Orchetto (sotto) in inverno, ma più costiero, distintamente più grande, con coda corta e fronte che si stacca dalla linea dei becco. L'arancione del becco nel maschio è ben visibile anche da lontano, non si può dire altrettanto della macchia sotto l'occhio. Anche le secondarie bianche sono spesso nascoste. Le zone biancastre sul muso della femmina sono molto variabili; quella anteriore può mancare nelle più vecchie. Le giovani femmine possono avere addome biancastro. I grandi specchi bianchi sono palesi in volo, e fanno sembrare l'ala più sottile da vicino che nella sagoma da lontano. In volo tiene la testa più bassa ed è più massiccio dell'Orchetto. Di solito migra in gruppetti ordinati. Nidifica a terra lungo i litorali o in stagni d'acqua dolce, nella tundra o in aree boscose. Nelle zone marine hanno un'alimentazione a base di molluschi, mentre negli ambienti d'acqua dolce si nutrono anche d'insetti. Nelle zone riproduttive la femmina emette un lungo fischio raschiato, altrimenti è silenziosa. Depongono dalle 5 alle 7 uova che si schiudono dopo 28 giorni di cova, i piccoli volano dopo 6/7 settimane.

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Orco marino dagli occhiali

L'Orco marino dagli occhiali (Melanitta perspicillata cm 50 x 85) è un visitatore irregolare proveniente dall'artico americano. Il maschio è inconfondibile, ha il becco vivacemente colorato con grandi macchie bianche su nuca e fronte. Come nell'orco marino (sopra), la femmina ha due macchie biancastre sulla guancia, che però possono anche mancare, talvolta può essercene un'altra sulla nuca. Ha il becco alto e parzialmente coperto dal piumaggio che, visto nel profilo, è in continuità con la fronte, senza gradini. Ha una macchia scura equivalente a quella nera del maschio. Giovani simili alla femmina adulta, con addome più chiaro e becco senza macchia scura, manca sempre la macchia sulla nuca. In volo è simile all'Orchetto marino per le ali scure, le primarie del maschio sono però nere e non marroni.

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Orchetto marino

L'Orchetto marino (Melanitta nigra cm 50 x 85) è un nidificante comune sui laghi della taiga settentrionale e della tundra. I maschi effettuano in luglio una cospicua migrazione per mutare nelle acque a ovest della Danimarca, femmine e giovani seguono nel tardo autunno. Sverna in grandi stormi serrati (come zattere) lungo le coste atlantiche, al largo, ma in acque basse. Anche quando sono in piccoli gruppi gli individui stanno molto vicini. Solo da vicino è possibile distinguere il maschio dalla femmina: il maschio appare nero in acqua, mostra invece primarie marroni in volo (con buona luminosità), ha becco nero e giallo con un bitorzolo, la femmina è marrone scuro con guance pallide che sono ancora più chiare nel giovane, chiaro anche sull'addome. L'orchetto marino ha la testa più rotonda e la coda è più lunga che nell'orco marino (sopra). Durante la  migrazione si sposta in enormi stormi densi e irregolari a forma di falce, che volano bassi e veloci sul mare al largo delle coste dell'Europa settentrionale. A grande altezza la migrazione primaverile sull'entroterra, annunciata dal richiamo dei maschi, un morbido piu, piu, piu. Le ali del maschio sibilano, ma solo all'involo. Spesso si imbrancano anche piccoli gruppi di orco marino (che è più grande). Nidifica a terra lungo i litorali o in stagni d'acqua dolce, nella tundra o in aree boscose. Depongono dalle 5 alle 7 uova che si schiudono dopo 28 giorni di cova, i piccoli volano dopo 6/7 settimane. Nelle zone marine hanno un'alimentazione a base di molluschi, mentre negli ambienti d'acqua dolce si nutrono anche d'insetti. Nella foto in alto a destra orchetti e orchi assieme

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Edredone

L'Edredone (Somateria mollissima cm 60 x 100) è un nidificante comune lungo le coste del Nord Europa, risiede dove le acque non gelano, migratore nell'Oceano Artico e nel Mar Baltico. Visti in lontananza sembrano un gruppo di grosse anatre bianche e nere che volano basse o nuotano e s'immergono al largo. Il maschio è bianco e nero (in eclisse grigio-bruno con bianco nel groppone), la femmina marrone screziata con la parte inferiore delle ali chiara. Dalla tarda estate e fino all'inizio dell'invero i sessi sono difficili da distinguere per via della muta che trasforma i maschi in bruno scuro. La conformazione della testa, con una lunga fronte sfuggente e il becco dritto e appuntito, grigio chiaro, sono il segno distintivo della specie. In volo tiene la testa abbassata e ha colpi d'ala piuttosto lenti. Il corteggiamento avviene negli stormi, con scontri tra i maschi, che emettono un forte o-uuu, mentre le femmine chiocciano kok-ok-ok- (ricordano un motore al minimo). Si sentono più individui insieme. Le covate sono precoci, i piccoli si riuniscono e sono accuditi collettivamente in asili. I maschi si raggruppano alla fine di maggio e si spostano con i giovani verso le coste danesi e del Mare dei Nord, dove mutano in luglio e agosto. Giovani sono più scuri delle femmine adulte, nei maschi sopracciglio chiaro. In Italia anche estivante in baie riparate. Gli edredoni si cibano di molluschi, come cuori di mare, mitili e stelle marine. Depongono da 4 a 6 uova, su nidi posti sulle rocce o nascosti dalla vegetazione, che si schiudono dopo 27/28 giorni. Dopo la schiusa le femmine accompagnano i pulcini al mare dove possono formarsi affollati asili (saranno indipendenti a 60/75 giorni). Contrariamente dalle volpoche, le femmine di Edredone difendono i pulcini dagli attacchi dei gabbiani con accanimento. Gli edredoni sono anche famosi, purtroppo, per il loro soffice piumino che è anche prelevato dai nidi, per essere utilizzato come imbottitura per abiti.

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Edredone dagli occhiali

L'Edredone dagli occhiali (Somateria fischeri cm 55) è accidentale in inverno sulle coste artiche. Il maschio ha il capo verde chiaro e grandi macchie bianche intorno agli occhi, il resto dei piumaggio è simile all'edredone (sopra). La femmina è pure simile a quella di edredone, se ne distingue per il disegno degli occhiali, testa e collo sono più chiari.

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Re degli edredoni

Il Re degli edredoni (Somateria spectabilis cm 55 x 92) è comune nelle regioni artiche, nidifica principalmente nei laghetti della tundra, per il resto è costiero. Raramente scende sotto il Circolo Polare Artico. Ha un comportamento come l'edredone (sopra), cui talvolta si mescola. Lo scudo sul becco nel maschio, inconfondibile, è più piccolo in autunno, quando anche il piumaggio è più dimesso, marrone scuro. In volo è ben visibile il dorso nero e le copritrici alari bianche. Quando è posato si vedono sporgere sulla schiena come due pinne nere. La femmina somiglia a quella dell'Edredone, ma ha la testa e il becco differenti, le penne della fronte scendono sul becco fino alle fosse nasali. Il colore del piumaggio è slavato, e si notano di più le screziature sul corpo, più arrotondate (l'Edredone femmina appare finemente barrato). Gli immaturi sono molto simili agli edredoni, hanno il piumaggio grigio-bruno, senza segni distintivi, a parte le caratteristiche del becco come nella femmina. Il maschio in eclisse presenta nuca arrotondata e becco rosa (non grigio o giallastro).

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Edredone di Steller

L'Edredone di Steller (Polysticta stelleri cm 45 x 75) è una specie artica, che raramente compare durante l'inverno  nell'Europa occidentale. Frequenta le coste rocciose, ma non il mare aperto. In acque basse immerge solo la parte anteriore del corpo come le anatre di superficie, mentre nelle acque più profonde si tuffa. Ha le dimensioni dei quattrocchi. Il maschio è inconfondibile, anche nel piumaggio grigiastro di eclisse conserva il disegno delle ali. La femmina ha il piumaggio e il comportamento più simili alla femmina di edredone; caratteristico il profilo della testa, con becco lungo e fronte convessa, vertice piatto che forma un netto angolo con la nuca. E presente un anello perioculare chiaro difficile da distinguere. Lo specchio ha un evidente margine interno bianco (come nel germano reale). La punta delle terziarie, allungate e piegate in giù, nelle femmine adulte è chiara, dando origine a una linea trasversale vicina al corpo. Negli immaturi questo carattere manca, il piumaggio può apparire più chiaro, specie sull'addome. Lo specchio non è blu bensì grigio opaco, con bordo bianco più sottile. Il giovane maschio ha mento, fronte e nuca scuri. Le ali in volo sibilano.

Nel disegno a sinistra edredoni in acqua e edredone di Steller in volo.

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Smerghi (sottofamiglia Merginae) si cibano di pesci ed hanno il margine del becco dentato. Tutti presentano bande alari bianche.
 

Smergo minore

Lo Smergo minore (Mergus serrator cm 55 x 85) è abbondante sulle coste del nord, in Scandinavia e Scozia, si trova anche in Islanda, nel nord-ovest dell'Inghilterra, in Finlandia ed in Russia, ma si sta diffondendo anche a  sud nonostante la persecuzione da parte dei pescatori. Nidifica regolarmente sulle coste della Germania, della Polonia, della Danimarca e, molto raramente, in Olanda. Vive anche in Nord America, in Asia settentrionale ed in Groenlandia. E' sicuramente una delle più belle anatre d'Europa, il maschio ha un caratteristico piumaggio variegato; individui in muta e giovani hanno però testa marrone come la femmina. Questa somiglia alla femmina di smergo maggiore (sotto), è però più scura sul dorso (marroncino) e più chiara sulla testa (cannella anziché castana), cresta più sottile e appuntita, diretta in alto. Il colore della testa in generale contrasta poco con il mento chiaro e con il resto dei corpo. Lo specchio bianco è diviso in due da una sottile striscia scura. In volo la testa è chiaramente più snella. Strani inchini del maschio nel corteggiamento. Al di fuori dell'epoca di nidificazione rimangono in mare. Gli individui delle regioni meridionali sono sedentari o erratici: quelli delle regioni più a nord sono migratori. E' nidificante comune lungo le coste del Nord Europa, anche nell'interno lungo fiumi e laghi. Alla fine di maggio, due o tre settimane prima di deporre le uova, la femmina inizia a cercare un sito adatto per porvi il nido. Il maschio la segue o attende pazientemente in acqua vicino alla riva. E' la femmina che, da sola, si costruisce il nido tra la vegetazione bassa, nascosto dai cespugli, o dai roveti, o dalle pietre, tra le radici degli alberi o nei buchi del terreno, sempre sulla terraferma ma non troppo lontano dall'acqua. Esso è guarnito di vegetali verdi o secchi. Vi sono deposte dalla fine di maggio a giugno, dalle 7 alle 12 uova che la femmina cova da sola per 28/32 giorni. Il maschio nel frattempo rimane nei dintorni, sempre in acqua. Appena i piccoli sono nati vengono condotti in acqua dalla madre. A 59 giorni di vita i piccoli sono già capaci di volare. La dieta della smergo minore è costituita da piccoli pesci, molluschi, crostacei, vermi ed insetti acquatici.  

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Smergo maggiore

Lo Smergo maggiore (Mergus merganser cm 64 x 95) è una delle tre anatre europee dal becco finemente seghettato e terminante a uncino. E' un nidificante più diffuso del precedente minore, comune in acque aperte e al nord sulle coste. In inverno si trova anche su laghi e bacini artificiali. Il maschio in inverno ha parti inferiori rosate, poi bianche in aprile (lo stesso per l'addome della femmina). Rispetto al minore (sopra), la femmina ha il dorso più grigio, testa castano vivo, cresta smussata e all'ingiù, netta divisione tra il colore dei collo e del corpo. Lo specchio bianco è indiviso, al massimo è attraversato da una striscia incompleta. I maschi in corteggiamento in inverno emettono un lento richiamo, in primavera un verso simile, ma più metallico e penetrante. Nidifica presto, in grandi concentrazioni nei luoghi adatti. A di fuori della stagione riproduttiva gli smerghi maggiori formano grandi stormi a "cordone" per la pesca collettiva sui bacini d'acqua dolce (tutto questo movimento attira anche i gabbiani). Se pesca in acqua bassa cammina sulle zampe tenendo il collo proteso in avanti pronto a ghermire la preda. In Italia arriva irregolarmente a visitare i laghi del nord.

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Pesciaiola

La Pesciaiola (Mergus albellus cm 40 x 65) visita i Paesi Bassi in inverno si laghi o bacini artificiali, raggruppandosi nello Ijsselmeer in stormi di molte centinaia. Sono molto attivi in questo periodo, eccitanti, si muovono veloci e agili, gli uccelli all'inizio dello stormo si immergono e quelli dietro volano in avanti e superano quelli che cercano il cibo sott'acqua. Le pesciaiole che visitano solitarie laghi, baie costiere o riserve sono, al contrario, difficili da osservare nonostante i loro colori vistosi, rimangono comunque scostate dagli altri uccelli acquatici. Nidifica nella tundra, in buchi di alberi e cassette-nido nei pressi di piccoli laghi dove deposita 6/10 uova che si schiudono dopo 30 giorni di cova. Ha abitudini simili al quattrocchi (possono generare ibridi). Nel corteggiamento il maschio alza la cresta e china il capo all'indietro, sul dorso. Il maschio in abito è inconfondibile, ma rimane in eclisse (simile alla femmina) fino al mese di novembre. Femmina e giovane sono riconoscibili per le guance bianche. Riposa su acque lacustri e costiere, spesso insieme a quattrocchi e morette, e pesca in acque basse.

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Gobbi (Sottofamiglia Oxyurinae) sono piccoli, con collo tozzo e becco largo. Coda lunga e rigida. Nuotano spesso a coda alzata, e si immergono con grazia.
 

Gobbo rugginoso

Il Gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala cm 46) è un raro nidificante in paludi e in lagune salmastre dei Sud Europa (ultima prova di nidificazione in Sardegna nel 1976). Il maschio ha il becco azzurro e molto massiccio; molto bianco sulla testa, nero su collo, vertice, nuca e talvolta anche sul mento, il corpo è castano. In volo coda lunga e ali arrotondate, di colore uniforme. Femmina riconoscibile da quella di Gobbo della Giamaica (sotto) per il becco più grosso e la banda scura sulla guancia molto più marcata. S'invola di rado, e s'immerge completamente.

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Gobbo della Giamaica

Il Gobbo della Giamaica (Oxyura jamaicensis cm 41 è una specie americana, naturalizzata in Inghilterra. Il maschio è bruno-rossiccio con sottocoda bianco. E' sicuramente una delle più belle anatre d'Europa. Entrambi i sessi si distinguono per il disegno del capo e la forma del becco.

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 Gru & C.

Gru & C. (Ordine Gruiformes) è un gruppo eterogeneo formato da uccelli di zone umide con lunghe zampe ed altri caratteri molto variabili.
GRU (famiglia Gruidae), sono uccelli alti e imponenti con lunghe zampe e collo lungo che tengono disteso durante il volo. Sono gregarie eccetto il periodo della  riproduzione. Tipica danza rituale. Covata di 2 uova.
OTARDE (famiglia Otididae) sono uccelli di taglia grossa o media, con zampe e collo lunghi. Sono terrestri e prediligono estese pianure aperte. Hanno un'andatura lenta e cauta. Sono molto diffidenti.
RALLIDI (famiglia Rallidae): Ralli, gallinelle d'acqua e folaghe. I Rallidi si dividono in due sottofamiglie: ralli e gallinelle d'acqua. Sono soprattutto uccelli di zone umide, di taglia medio/piccola, con corpi tarchiati, zampe con dita lunghe che gli permettono di camminare sulle erbe acquatiche. Quasi sempre nascosti tra la vegetazione sono piuttosto schivi e si avverte la loro presenza dai richiami frequenti che emettono. Covata di 5/15 uova. Le folaghe sono buone nuotatrici, di taglia simile all'anatra e con dita lobate (dotate di pinna separata dito per dito). Hanno il becco corto e massiccio, sono gregarie al di fuori del periodo della riproduzione. Covano 5/12 uova.

 

Quaglia tridattila

La Quaglia tridattila (Turnix sylvatica cm 15) è un piccolo uccello che assomiglia ad una quaglia ma appartiene all'ordine dei gruiformi, è affine alle gru ma anche ai rallidi. Vive in Africa e nell'Asia sud-orientale, ma nidifica anche molto raramente e localmente nell'Europa sud-occidentale. E' molto schiva e riservata, abita soprattutto boschetti fitti e praterie fitte, campi di barbabietole da zucchero, campi di stoppie e ambienti simili. Differisce dalla quaglia per una macchia chiara, arancione, sul petto, macchie nero-brunastre sui fianchi, e le zampe che hanno tre dita, è molto difficile da scorgere. In volo  le ali producono un frullio sonoro e si nota la coda piccolissima e corta. Il richiamo è un caratteristico smorzato huu-huuhuu riecheggiante, che si sente spesso, in particolare all'alba e all'imbrunire nelle notti limpide, è emesso dalla femmina, che è generalmente più grande e colorata del maschio. Il maschio si cura dei giovani. Nidifica in una depressione sul terreno, presso la vegetazione. Depone 4/6 uova (raro 8) che sono incubate dal maschio per 12/14 giorni. I pulcini sono nidifughi, sono allevati dal maschio, sono indipendenti all'età di 18/19 giorni e completamente cresciuti dopo circa un mese. E' curiosa questa inversione dei ruoli nel mondo animale, poiché è la femmina che ha parte attiva nel corteggiamento, mentre è il maschio che costruisce il nido, cova le uova e alleva i pulcini. Si alimenta principalmente di vegetali (erbe e semi) e invertebrati.

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Gru

La Gru (Grus grus cm 115-130 x 185-220) è diffidente, di grandi dimensioni, elegante, nidifica in acquitrini e canneti di foresta, soprattutto in regioni remote, talvolta anche vicino alle fattorie. In Italia si osserva solo di passo, è estinta come nidificante dal 1920 circa. Durante la migrazione frequenta campi coltivati. Trascorre la notte in paludi. Grande, grigio-argentea. Sulla parte posteriore le Gru sono "piumose" perché le terziarie sono allungate e ricoprono la coda. Le Gru nidificanti sono bruno-ruggine sul dorso, colore prodotto dall'applicazione di fanghiglia. Immaturo senza contrasto di colore sulla faccia. Volano con collo disteso, a differenza degli aironi. Il grigio argenteo può sembrare biancastro in piena luce e ricordare la cicogna bianca. Stormi in migrazione in formazione a V o a linea obliqua che guadagnano quota volteggiando, volo lento, non veloce come per le oche, volano anche di notte. La coppia si esibisce in una danza d'accoppiamento in primavera con profondi inchini, saltelli con le ali alzate e le piume della coda erette e svolazzi alti mentre emettono suggestivi cori di coppia (suono tipo corno) risuonanti a distanza. In estate la coppia nidificante conduce una vita riservata spesso lascia il sito per condurre i giovani in zone boscose. Le gru non nidificanti si spostano verso sud molto presto, a fine estate, mentre i nidificanti non prima di settembre, svernano nel Nordafrica e nel sud della Spagna, tra boschetti di querce da sughero nutrendosi di cereali, patate e ghiande. Finito l'inverno tornano a nord e in Scandinavia dove i loro versi in volo, simili al suono di tromba, preannunciano l'arrivo degli stormi che sono il simbolo dell'arrivo della primavera. In estate pascolano sulle distese paludose e acquitrini nutrendosi anche di pesciolini e insetti che sono molto nutrienti per l'alimentazione dei pulcini. Depositano due uova che si schiudono dopo 30 giorni di cova. I giovani volano dopo 56/70 giorni. Capita che qualche gru rimasta indietro nella migrazione si presenti inaspettata il luoghi inconsueti.

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Gru siberiana

La Gru siberiana (Grus leucogeranus cm 135) è rarissima, in pericolo d'estinzione, nidifica nella regione dell'Ob e nello Yakutsk nord-orientale, sono in corso tentativi di ripopolamento mediante trasferimento di uova alle Gru. Ha un piumaggio bianco con le remiganti primarie nere, parte della testa è nuda e rossa come il becco le zampe. I giovani hanno un piumaggio superiormente brunastro, tendente al ruggine, la testa coperta di piume ha le parti inferiori bianche con macchie brune. I quartieri di svernamento comprendono l'india nord-orientale (Bharatpur). Pochi individui si incontrano sul delta del Volga, in migrazione verso e da zone di svernamento che si trovano probabilmente in Iran. Legata alle paludi, evita i campi. Piumaggio interamente bianco con primarie nere, zampe e faccia rosse. Richiamo dolce, non risuonante come nella Gru (sopra). Simile alla gru della Manciuria dalla quale differisce per il colore del becco e delle ali. Costruisce nidi di canne tra la vegetazione presso l' acqua. Depone una sola covata di 2 uova che sono incubate da entrambi i sessi. I pulcini sono allevati da entrambe i genitori. Si nutre di pesci, lucertole, rane ma anche vegetali.

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Damigella di Numidia

La Damigella di Numidia (Anthropoides virgo cm 97-107 x 170-190) nidifica in steppe e altopiani aridi dell'Asia centrale e in modo sparso a ovest, fino alla Russia meridionale. Sverna, spesso insieme alle gru, su campi e in paludi, la maggioranza in India, ma una popolazione anche in Africa nord-orientale. Queste ultime si possono incontrare a Cipro in agosto (passaggio autunnale un mese prima delle gru). Differisce dalla gru (sopra) per la taglia che è minore, lunghi ciuffi auricolari bianchi, penne nere del petto allungate e terziarie lunghe, ma non "piumose". In volo, quando le dimensioni non sono apprezzabili e i ciuffi auricolari sono appiattiti, è difficile distinguerla dalla gru, ma il nero sul collo si estende oltre il sottogola. Richiamo simile alla Gru, ma un po' più acuto e musicale. Nidifica sul terreno, tra la vegetazione presso l'acqua. Depone una sola covata di 2 uova (1-3). Entrambe i sessi, ma prevalentemente la femmina, si occupano della cova che dura 28/30 giorni. I nidiacei, nidifughi, sono allevati da entrambe i genitori e restano con loro fino a quando diventano completamente indipendenti. Si nutre d'invertebrati, insetti e vegetali.

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Otarda

L'Otarda (Otis tarda cm m 100 x 280, f 80 x 230) è rara e locale, nidificante in estese nelle pianure aperte (steppe o zone coltivate). Negli inverni freddi può spostarsi oltre il suo areale abituale. Si nutre soprattutto di materia vegetale, ma anche d'insetti, rane, ecc. E' molto schiva e difficile da avvicinare. Il maschio è l'uccello più pesante d'Europa (peso normale 8-16 kg), le femmine sono notevolmente più piccole (3,5-5 kg). Quando cammina sul terreno l'otarda può essere scambiata sulle prime per un capriolo o una pecora. Cammina cautamente. In volo sembra un'oca gigante con ali da aquila (zampe non sporgenti). I battiti alari sono potenti e ininterrotti (non ha la tendenza al volteggio, come le gru). In volo la parte bianca delle ali è molto  estesa ed evidente, ha la metà esterna delle remiganti nera. Ha una colorazione brunastra con barrature scure superiormente e bianca inferiormente, la testa è grigiastra, il petto e la parte superiore del collo sono castani con bordi neri. Il maschio ha delle piume bianche sotto il mento che sono rivolte all'indietro. Solitamente in stormi. Nelle mattine di primavera i maschi si esibiscono in modo spettacolare. Iniziano sollevando la coda e piegando il collo all'indietro, gonfiano il collo (il capo quasi non si vede) e allo stesso tempo mettono in mostra i lunghi mustacchi bianchi distesi, il grande "giglio d'acqua" costituito dal sottocoda bianco candido e le piume bianche dell'ala vengono rivolti in avanti. Il culmine dei rituale è raggiunto quando l'uccello sembra una vera e propria palla di piume. Solitamente è silenziosa, ma durante la stagione riproduttiva emette occasionalmente un rauco richiamo. Nidifica sul terreno tra la vegetazione, depone una sola covata di 2/3 uova (rare 4) che sono covate dalla femmina e si schiudono dopo 25/28. I nidiacei sono nidifughi, sono accuditi dalla femmina che inizialmente provvede anche ad alimentarli. Volano dopo circa 4 settimane e sono indipendenti all'età di 5 settimane circa. Segnalata come di passo nel Veneto in tempi remoti. Al museo Scarpa di Treviso, ne è conservata una imbalsamata  catturata sul Montello il secolo scorso.

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Gallina prataiola

La Gallina prataiola (Tetrax tetrax cm 43 x 90) è scarsa su pianure erbose o in zone agricole aperte dell'Europa meridionale. Schiva e non così inavvicinabile come l'otarda (sopra). Il maschio perde il suo splendido disegno bianco e nero sul collo in inverno, diventando simile alla femmina color sabbia con venature scure ed inferiormente chiara. Prende il volo abbastanza velocemente (come un forcello), ma i battiti non sono molto potenti. Le ali sono angolate e rigide, come nei galliformi e appaiono quasi completamente bianche (solo le 4 primarie sono più nere). La quarta primaria nel maschio è tronca e foggiata in modo da produrre un caratteristico sibilo di tono alto in volo. Spesso si incontra in piccoli stormi. Durante il rituale primaverile il maschio allunga il corpo verso l'alto, sollevando la coda, e ogni 8-10 secondi butta indietro il collo con le penne rigonfie ed emette un prrrt secco (che si sente fino a 500 m di distanza). Di tanto in tanto fa anche degli svolazzi. Nidifica su depressioni del terreno dove depone generalmente una sola covata (rare due). Le uova sono covate dalla femmina accudita dal maschio e dura per 20/21 giorni circa. I nidiacei sono nidifughi ed allevati dalla femmina finché non provvedono a cibarsi da soli e a diventare indipendenti. Si nutre d'invertebrati (molluschi, insetti e vermi) e di sostanze vegetali.

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Ubara

L'Ubara (Chlamydotis undulata cm 63 x 150) è accidentale molto rara proveniente dall'Asia o dall'Africa. Predilige steppe, ma si trova in zone agricole e in semi-deserti nei pressi di coltivi. Molto gregaria dove è presente in abbondanza. Il maschio è grande quasi come una femmina di otarda (sopra). Si distingue dalle altre otarde per la linea nera lungo il collo e una macchia alare bianca più piccola, vista da sopra, sottoala bianco con margine posteriore e punta neri. Ha una breve cresta, più evidente nel maschio. Volo tipo Gru, ma con ali tenute abbassate e battiti d'ala più profondi, quasi come il Gufo di palude (ma più lenti). Al nido è abilissima a sfuggire senza essere vista e senza alzarsi in volo. Molto diffidente e difficile da avvicinare.

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Porciglione

Il Porciglione (Rallus aquaticus cm 28) è comune in canneti e cariceti. E' piuttosto scuro, bruno macchiato di scuro sopra, un bel grigio-blu sotto con addome striato di bianco e nero. Coda corta, tenuta spesso sollevata a mostrare il sottocoda bianco con sbuffi di rosa-camoscio e nero. Becco lungo, rosso. Le zampe sono lunghe, bruno chiaro, con le dita lunghe. E' difficile da osservare, ma è localizzabile dal verso, è più attivo all'alba e al tramonto. Richiamo più forte che musicale, di solito emesso di notte o quando disturbato, facile da riconoscere è un esplosivo schiamazzo (come un grugnito) o degli squittii. In alimentazione è un vero opportunista che mangia qualsiasi cosa gli capiti a tiro, perfino piccoli uccellini che uccide con n colpo di becco o affogandoli. Sono stati segnalati soggetti sfacciati al punto di rubare le larve (esche) ai pescatori. Nonostante le ali relativamente corte è in grado di volare per distanze sorprendentemente lunghe (fatto osservato nei censimenti degli inanellati), soggetti provenienti dal nord Europa svernano in aree sud-occidentali del continente. In inverno si avventurano di rado fuori dal proprio canneto per andare in cerca di cibo. I nidi sono costruiti da entrambe i genitori nel canneto (o carice) con canne morte, foglie e vegetazione acquatica, è molto ben nascosto. Il maschio inizia la costruzione d'alcuni nidi e la femmina ne sceglie uno. Vi sono deposte due covate di 6/10 uova (raro 5/16) che sono covate da entrambe i genitori, ma principalmente dalla femmina, per 19/20 giorni. I nidiacei sono nidifughi, allevati da entrambe i genitori, diventano indipendenti a 7/8 settimane.

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Voltolino

Il Voltolino (Porzana porzana cm 23) è un nidificante non comune su laghi con paludi a carici ed equiseti, crepuscolare e furtivo. Molto difficile da osservare, assomiglia al porciglione (sopra) sia quando cammina sia quando prende il volo, ma ha un becco più corto e usa le lunghe dita per camminare sui giunchi alla ricerca di cibo (molluschi, insetti, vermi e granaglie). Margine anteriore delle ali bianco neve. Sottocoda bianco-camoscio. Richiamo notturno udibile in primavera e inizio estate fischi acuti, ripetuti ritmicamente (da lontano sembra un suono di gocciolamento), al ritmo di un fischio al secondo.

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Schiribilla grigiata

La Schiribilla grigiata (Porzana pusilla cm 18) è schiva, nidifica nell'Europa meridionale, è accidentale molto rara più a nord. Predilige praterie paludose, acquitrini e pozze con cariceti. L'adulto (sessi simili) differisce dal maschio della schiribilla per i fianchi più barrati, le zampe rosa e la mancanza di rosso alla base del becco. L'immaturo assomiglia a quello della schiribilla (sotto) ma è più barrato sui fianchi e ha macchie bianche ad anello sparse sulle copritrici alari (non macchie bianche allineate). Il richiamo, di tono basso e non musicale, ricorda sia il maschio della Marzaiola sia diverse specie di rane.

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Schiribilla

La Schiribilla (Porzana parva cm 19) è schiva e nidifica soprattutto nell'Europa centro-orientale, rara accidentale a nord e ovest. Vive in paludi a canneto e pozze. Il maschio differisce dalla grigiata per la barratura meno marcata sui fianchi, le zampe verdi e la macchia rossa alla base del becco. L'immaturo somiglia a quello di grigiata. Il richiamo di corteggiamento del maschio è un verso che ricorda un cucciolo di cane che abbaia. Le note accelerano e al tempo stesso si abbassano di tono, mescolandosi in un rapido balbettamento.

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Re di quaglie

Il Re di quaglie (Crex crex cm 26) nidifica in erbai fitti e umidi e in campi umidi a trifoglio. E' un uccello discreto, solitario e crepuscolare che ama nascondersi fra l'erba alta. Un tempo diffuso (Italia compresa), ha oggi subito un declino nella maggior parte dell'areale, dovuto alla meccanizzazione agricola. Soffre dei tagli d'erba precoci che distruggono nidi e uova. Arriva alla metà di aprile. Ha una taglia simile a una piccola starna, il piumaggio brunastro con rosso-ruggine sulle ali, evidente soprattutto in volo. Molto difficile da vedere, si allontana correndo tra la vegetazione. Può essere richiamato imitandone la voce e così vederlo fugacemente. Se si invola si nota il rosso ruggine sulle ali. Vola solo per brevi perlustrazioni, basso e goffo con le zampe a penzoloni. La sua presenza è tradita dal sonoro schiamazzante raspato (come un pettine passato su una scatola di fiammiferi), ripetuto quasi una volta al secondo nelle notti di inizio estate (più raramente di giorno). Compie lunghe migrazioni per raggiungere i quartieri di svernamento nella savana dell'Africa occidentale. Nidifica sul terreno fra la vegetazione, depone una covata (talvolta due) con 8/14 uova, che sono covate principalmente dalla femmina per 14/15 giorni circa. I nidiacei sono nidifughi, allevati da entrambe i genitori, possono volare dopo 5 settimane e sono completamente pennati dopo 7/8 settimane. Si nutre d'invertebrati, semi, verdura, granaglie. Il nome re di quaglie gli è dovuto poiché vive nelle zone delle quaglie e in parte ha comportamenti simili, dimensioni maggiori, ma non va confuso con esse poiché è un rallide (ha il volo tipico dei rallidi).

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Pollo sultano

Il Pollo sultano (Porphyrio porphyrio cm 48) è un raro nidificante in Europa sud-occidentale, in paludi con vegetazione fitta, soprattutto in estesi canneti. Facile da identificare per la taglia da pollo, ha un bel piumaggio blu viola il sottocoda bianco scuro, grande becco e le lunghe zampe di colore rosso. Gli immaturi sono identificabili dalla taglia e dalla forma del becco, sono bruni grigiastri, più chiari inferiormente. E' un uccello schivo, ma più incline a portarsi allo scoperto in autunno. Molto vocifero emette un profondo suono "di tromba". Vola raramente e con le lunghe zampe a penzoloni. Costruisce un nido di canne e stecchi nel canneto, alcune volte anche in acqua aperta. Vi depone 2/5 uova (raro 7), che sono incubate da entrambe i sessi, ma principalmente dalla femmina, per 22/25 giorni. I pulcini sono nidifughi, allevati da entrambi i genitori. Si nutre di vegetali e animali acquatici (insetti, rane, ecc.).

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Pollo sultano di Allen

Il Pollo sultano di Allen (Porphyrula alleni cm 25) è un rarissimo visitatore dei paesi mediterranei, occasionalmente anche più a nord, proveniente dai quartieri riproduttivi africani. Vive in paludi con vegetazione fitta. Ha una piccola taglia, becco e zampe rosse, parti superiori verde brillante lo rendono facilmente distinguibile dalle altre gallinelle.
 

Gallinella d'acqua

La Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus cm 33) è comune in paludi, pozze e laghi, anche nei parchi cittadini, con vegetazione di ripa, ma praticamente ovunque vi sia acqua. E' una specie molto versatile, per vivere gli basta uno specchio d'acqua ed un canneto, si avventura cautamente anche allo scoperto nei prati vicino all'acqua, a volte anche in pattuglie d'alcuni individui, Se vi sono folaghe (competizione) tende a rimanere nel canneto e non uscire in acqua aperta. Conduce una vita solitaria ma in inverno tende a formare piccoli gruppi. Nuota abilmente con vigorosi movimenti in avanti. Adulto facilmente riconoscibile dal colore nero fuliggine del corpo, base del becco rossa, zampe verdastre, linea bianca laterale, sottocoda bianco con linea centrale nera. La linea bianca laterale e il disegno del sottocoda caratterizzano anche il giovane, a differenza delle giovani folaghe. La coda è tenuta ritta sia durante il nuoto sia in camminata, è fatta scattare in continuazione mettendo in risalto il sottocoda bianco. I voli, corti, sono effettuati con le zampe penzoloni. Voli circolari durante le notti di primavera. Nidifica in prossimità dell'acqua, il nido è una piattaforma di sostanze vegetali costruita da entrambe i genitori, vi sono allevate 2 o 3 covate all'anno che nascono da 5/11 uova (segnalate anche covate di due femmine assieme per un totale di 21 uova). La uova sono incubate da entrambi i genitori per 19/22 giorni, i nidiacei sono nidifughi, sono in grado di nuotare già dal primo giorno ma rimangono nel nido per vari giorni dove sono alimentati dai genitori, poi si recano in acqua. Volano a 6/7 settimane, sempre assistiti dai genitori. I giovani della prima covata possono collaborare all'alimentazione dei fratelli delle ultime covate. Le gallinelle d'acqua si nutrono principalmente di vegetali, ma anche di invertebrati acquatici e piccoli pesci.

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Folaga

La Folaga (Fulica atra cm 38) è comune in laghi e pozze di pianura con ricca vegetazione, nidifica in canneti e altra vegetazione acquatica fitta. Ha un piumaggio nero foluggine, becco e piastra frontale bianchi. S'immerge spesso in acqua per raccogliere piante, organismi acquatici e invertebrati di cui si nutre, ma nei parchi cittadini accetta anche il pane lanciato dai visitatori. In inverno si raduna in grandi stormi su laghi, bacini, estuari e baie esposte, e quando fa più freddo può anche migrare sulle coste. Nuota con vigorosi movimenti in avanti della testa, non vola spesso e corre a lungo sulla superficie dell'acqua per prendere il volo. Le Folaghe che si disputano il territorio si affrontano in acqua, attaccandosi a colpi di zampe e di ali. Adulto facilmente riconoscibile dal piumaggio nero fuliggine con becco e scudo frontale bianchi. Immaturo differente da quello della gallinella d'acqua per il sottocoda scuro e per la caratteristica silhouette da folaga. Nidifica sul terreno o sull'acqua tra la vegetazione. Il nido è una rozza costruzione di rametti secchi, foglie e sostanze vegetali, spesso galleggiante sull'acqua. Depone due covate, talvolta tre, costituite da 6/9 uova (rare 15) che sono incubate da entrambe i genitori per 21/24 giorni. I nidiacei, avvolti nel loro piumino, sono sorprendentemente colorati, con la testa rosso sgargiante, macchie oculari bluastre e alcuni peli rigidi di colore giallo. Sono nidifughi, allevati da entrambe i genitori e sono indipendenti all'età di 8 settimane circa. Mentre aspettano il cibo portatogli dai genitori, emettono in continuazione un pigolio che ricorda i cardini arrugginiti di una porta.

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Folaga crestata

Della Folaga crestata (Fulica cristata cm 40) è presente una piccola popolazione europea in declino, attualmente incerta come nidificante. Molto simile alla folaga (sopra), ma ha due bitorzoli rossi sopra lo scudo bianco che la contraddistinguono durante la stagione riproduttiva, queste protuberanze sono tuttavia difficili da vedere a distanza e inoltre sono più piccole dopo la nidificazione. Ha il becco grigio-blu (nella folaga è giallo-bianco) e la forma della parte piumata alla base della mandibola superiore. Le ali nere sono senza il margine posteriore bianco che nella folaga è visibile in volo. Più schiva della folaga. Ha un richiamo bitonale, più profondo di quello della Folaga.

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Bibliografia:

- I chirotteri italiani, di Lorenzo Fornasari, Carlo Violani e Bruno Zava.

- Insettivori e piccoli roditori del Trentino, di Roberta Locatelli e Paolo Paolucci, Collana naturalistica della Provincia Autonoma di Trento, Servizio Parchi e Foreste Demaniali.

- Uccelli d'Europa, di Bertel Brunn e Arthur Singer, casa editrice Mondadori.

- Guida Pratica all'Ornitologia, di Rb Hume e Peter Haiman, casa editrice I.S.B.N.

- Birdwatching, di A. Van Den Berg, T. Van Der Have, G. Keijl, D. Mitchell, casa editrice DeAgostini.

- Uccelli, di Gianfranco Bologna, casa editrice Mondadori.

- La Caccia, di Kurt G. Blüchel, casa editrice Gribaudo Könemann.

- Nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Provincia di Treviso, a cura dell'Associazione Faunisti Veneti, curato da Francesco Mezzavilla e Katia Bettiol.

- Ali, di Giuseppe Frigo, Fabio Garbin, Paolo Spigariol, casa editrice Magnus.

- Atlante Ornitologico, di Ettore Arrigoni degli Oddi, casa editrice Hoepli.

- Gli Uccelli d'Europa, casa editrice Fratelli Melita.

 

Finito: aprile 2009. Migliorato e corretto: giugno 2010/ottobre 2010.

 

  

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